Antonella 的个人资料Pain is so close to plea...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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1月29日 Quando l'effetto fumogeno svanisce...Tutto mi si sta aprendo davanti gli occhi.
Come quando un banco di nebbia si dissolve rapidamente davanti la tua vista.
Sto osservando la vita altrui.
Sto vedendo l'evoluzione dei miei contatti, dei miei rapporti.
Un regista fissato per me, che son riuscita a scrollarmi via di dosso dopo anni, con insulti crudi e vaffanculo vari.
Uno pseudo amico che "Ci sei? Ci vediamo? Non ci sei? Frega nulla!"
Un altro a cui voglio un bene dell'anima ma con cui non riesco ad intraprendere un discorso serio.
Un altro che è fintamente e forzatamente pessimista. Ma che, secondo me, non s'è mai fatto un giretto negli ospedali.
Un altro ancora che quando è in vena ti parla, quando no t'ignora. Poi si scusa. Poi ti ignora nuovamente, poi si scusa. Poi ti ignora...
Un altro che s'ostina a dire che è una persona onesta e sincera ma che, a mio modesto parere, è più illusionista di Copperfield.
Solo maschi cito, dite?
Beh, principalmente sono i maschi che tentano in tutti i modi di farmi sentire importante e speciale.
Le ragazze che si spacciano per mie amiche, invece, sono meno ipocrite. Alcune.
Trovi quella che non ti contatta dal 1912, perchè magari non le servi più.
Come trovi quella che fa "miao, gattina, cucciolina, tesorina bella, smuack!" e che al secondo rigo chiudo la finestra msn.
E poi, nella mia vita, ho trovato gli angeli.
Quelli che non durano una giocata, un'uscita, un cinema, una pizza.
No, durano un' Eternità.
E solo ora, guardando a nebbia scomparsa, li ho ritrovati.
Tipo nel caos dei fumogeni.
Prima dell'attivazione d'essi c'erano 3693038 persone.
Fumogeno.
Rimangono pochissime persone.
2.
Fabio ed Alessio.
Non potete essere veri.
Ma per fortuna ci siete.
E fate felice me, eterna incontentabile.
Grazie.
1月7日 Deep impact
Avete presente l’adrenalina che vi sale alle stelle quando siete sulle montagne russe? Che poi, pensateci, perché sale? Semplice. Per il rischio che correte. Un’eventuale avaria del macchinario vi potrebbe causare dal graffio più insignificante alla morte. E lì gioca l’adrenalina. La paura, mano nella mano con la quasi certezza che nulla può accadere. È solo una giostra.
Per l’incidente è più o meno la stessa cosa. Solo che pochi istanti prima che accada, non pensate “Uh, che bello! Fammi godere questi momenti, tanto al 99% non mi faccio nulla, non succede nulla!” No. La testa ragiona un po’ diversamente, negli istanti che precedono di poco il sicuro impatto. Sì, qualcosa come “Ommioddio, fa che sia il meno doloroso possibile.” Ed è esattamente quello che ho pensato sabato, nel tardo pomeriggio, quando due automobili si sono scontrate violentemente a causa dell’asfalto da poco bagnato di pioggerella. In una delle automobili c’eravamo io (lato passeggero) e Fabio (lato guida).
La pioggia. Una sbandata. Il violento urto.
Qualche istante prima stavamo entrambi mangiucchiando qualcosa dalle rispettive “calze della Befana”. Risa. Rumore di scartamenti vari. Profumo di cioccolata.
Io, di punto in bianco come amo sempre intraprendere i discorsi..: “Amore, per me i volatili più belli sono i rapaci. Precisamente le civette ed i gufi. Ma sì, vuoi mettere lo sguardo di un gufetto con quello di un insulso uccellino? Nel passerotto, tesò, non vedi nulla! Una testolina, due occhi che manco si vedono ed un beccuccio scemo. Il gufo e la civetta no! E pure il barbagianni! Ma son splendidi veramente! Amore, che poi molti popoli hanno parecchi pregiudizi riguardo a ‘sti tre animaletti. Chi dice che il canto del gufo porta bene, chi dice che il pianto della civetta è segno di cattivo presagio e…”
In quel dannato istante sento la voce di Fabio piena di paura come mai, che gridava “Oh oh oh oh! Che cazzo fa?!”
Il tempo che alzo gli occhi dalla cioccolata, per riportarlo sulla strada e vedo questa automobile che par venirci addosso. Sterziamo noi, sterza lui. Si prova ogni modo per evitare l’impatto ma… Nulla. Impatto fu. E forte. Prevedendolo, ho istintivamente teso le braccia avanti a me, come a voler riparare il mio corpo. Sapevo che la Micra non prevedeva l’airbag a lato passeggero. Tendo le mani. Stringo i pugni per timore di qualche danno alle dita.
Attimi di silenzio e il forte sparo dell’airbag di Fabio. Rumore assordante. Rumore di vetro. Rumore di lamiere accartocciate. Se ci penso ancora non ho realizzato d’averla avuta salva in quel forte urto. Ok, sarò tutta un livido, avrò contusioni al petto, schiena, spalle e braccia. Ma sono viva.
Ho riaperto gli occhi, l’istante dopo l’impatto. La prima cosa che ho pensato: “ sono viva.” La prima cosa che ho fatto: mi son girata verso Fabio per assicurarmi che stesse bene e l’ho visto bloccato tra l’airbag che piano si sgonfiava e il sediolino. La prima cosa che ho detto: “…ne.” Quel “..ne” era un “bene”, risposto con la bocca priva di saliva. Era un “bene” tradotto”sono viva”. Era un “bene” ma è uscito solo un “..ne” perché lo spavento ed il reale colpo al petto non m’han permesso di pronunciare la prima sillaba, nonostante la mia bocca c’abbia provato.
“ Sta uscendo il fumo dal motore, esci! Esci! Amore esci subito!” Era Fabio che temeva non so cosa, una esplosione suppongo. C’era un odore di bruciato che non si sopportava e il fumo che usciva dal cofano accartocciato.
E qui una nota d’attenzione per la mia reazione. Qui la sequenza delle mie azioni:
1) Spengo la radio. 2) Apro la portiera. 3) Do un calcio alla portiera e la sblocco.
Non avete letto male.
Per mia abitudine, solitamente, dato che amo i Queen che voi manco immaginate quanto, spengo la radio quando non s’ascolta. Come se non volessi che Freddie cantasse inutilmente. Come se non volessi perdere neppure una sua parola od una loro nota.
Ho spento la radio e ho aperto la portiera. La quale era bloccata benché l’urto è avvenuto dalla mia parte, prevalentemente. Con un calcio femminile come solo io so essere, ho spalancato di botto la portiera. Son uscita e Fabio era già accanto a me, ad abbracciarmi per rassicurarmi.
E lì mi son accorta che nulla era fratturato e che, dolore allucinante a parte, non sanguinavo né altro. E lì mi son accorta quanto amore provi per me Fabio. E lì mi son accorta di quanto breve possa essere la vita.
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