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日志


10月30日

Gotixy 666 (Galaxy 999 reprise)

Il treno aveva ripreso il suo cammino da qualche minuto, lasciandosi alle spalle la stazione di Cancello.

Di fianco a me, il classico signore impettito, pronto ad affrontare un altro giorno di lavoro..Eccolo, lo osservo con la coda dell’occhio..Vestito da un completo di giacca e pantalone a fitti quadrettini verdi su sfondo marroncino. Ai piedi la classica scarpa da signore…Sulla punta del suo naso a patata, è da poco scivolato un paio d’occhiali da vista, modello mezzaluna. Ma c’è una cosa, un elemento di costui che mi colpisce. Ma mi colpisce proprio in senso fisico, come un pugno in pieno stomaco. È nientepopodimenoche…il suo dopobarba. Oddio che odore marcato!

O ne ha fatto immenso abuso o, semplicemente, è proprio l’aroma ad essere intenso.

Smetto di guardare il mio vicino di sediolino, quasi forzata, come se distoglierne lo sguardo potesse diminuire quel puzzo di fiore marcio. Ma vista ed olfatto sono due sensi diversi,ahimè.

Chino il capo, riponendo il walkman nello zaino..

Avrei ancora tanta voglia di musica, sono una perenne affamata di essa ma…Con quel che costano le batterie, è meglio se faccio la parsimoniosa e utilizzo il lettore cd solo in caso di fredda solitudine..O quando non vale nemmeno la pena di aprire il mio Stephen King, per quanto è breve la tratta da percorrere.

Ma ora come ora, perché consumare batterie, rischiando pure di rimanerne sprovvista nel momento del bisogno, quando ho una buona mezz’ora per finire questo librone? È interessante, amo il genere horror…Inoltre son rimaste solo 8 pagine, le riesco a divorare tranquillamente, prima che il treno faccia la sua ultima fermata nella stazione di Napoli.

Eppure..riponendo il walkman, non è il libro che agguanto. E null’altro, in quanto non ho ulteriori svaghi, nello zaino..Eh, mica porto dietro un luna park…

E allora? Se non hai di meglio da fare, perché non finisci ‘sto benedetto Desperation?

Come perché? Perché è salita una signora dall’aria molto seriosa e da una robusta corporatura, che prende posto al sediolino dinanzi a me, firmando così, inconsciamente, la sua condanna..ghghgh…

Accomodatasi e sistemata la sua borsa, poggia il faccione sul palmo della mano sinistra e si concentra sull’ambiente che le appare fuori il finestrino…Oppure nulla a che fare con la concentrazione, semplicemente guarda le rapide immagini che le scorrono sotto gli occhi. Quegli occhi che io non ho opportunità di criticare (non necessariamente in modo negativo, eh..), in quanto coperti da lenti rotonde e scure. Molto scure. Nere, direi.

Nere come ogni altra cosa lei abbia indosso.

Dalla magliettina evidentemente a contatto con la pelle, in quanto sottostante il maglione nero abbondante, al pantalone..Dalla borsa alle calzature..Dal bracciale al ciondolo..

Sissignore, è vero che certe cose vanno abbinate (bracciale-ciondolo, borsa-scarpa), ma in genere c’è sempre qualche altro colore che spezza. Non ci si veste mai totalmente di nero. Manco i dark!

A meno tu non sia un ladro (tipo Diabolik) od un becchino..

Il viso è poco curato, in quanto la pelle appare secca e leggermente screpolata. Totale assenza di trucco, per quello che riesco a vedere. Gli angoli della bocca sono morfologicamente all’ingiù.

Senza alcun dubbio, non sprizza allegria da tutti i pori… Tutt’altro.

Sciolgo le briglie della mia fantasia..

Ma si!

Come ho fatto a non pensarci prima?

È  una becchina!

Dunque dunque, costei è una becchina. Si sta dirigendo a lavoro, in un cimitero di qualche paesino nell’interland napoletano…E lì, si sa, di lavoro cimiteriale che n’è e pure tanto..

Ma ecco, si muove.. (vabbè che lavora tra i defunti, ma lei è viva!)…Cioè..intendevo dire..Si è decisa a cambiar posizione..Rovista nella sua borsa..Carte e cartuscelle…Magari appunti…Mi sembra quasi di leggerli..è solo la mia fantasia, me ne rendo conto..Ma immagino leggere i suoi pensieri mentre contempla i fogli.

Immagino fogli bianchi, senza righe o quadretti, senza impostazioni o intestazioni..Un classico fogliettino…La scrittura la immagino manuale, rigorosamente con inchiostro nero..ghgh…

E legge…”Uhm…Cose da fare oggi: pulire il loculo num 64, situato nell’ala 3, corpo F, secondo piano….Duplicare la chiave della cappella della fam Rossi…Sostituire luce perpetua del defunto Tal de’ Tali..”

Uddio…strano a dirlo ma…che ridere!

Nel mentre del mio simpatico quanto macabro pensiero, il passeggero accanto a me, ch’io ho battezzato Pino di nome e Silvestre di cognome, si muove. Tal suo movimento, provoca una nuova zaffata di dopobarba muschiato.

Sto per fare una smorfia di disgusto, seppur velata.

Ma tale smorfia viene sostituita da una risatina. Più un ghigno, direi.

Il motivo è presto detto: qualche istante dopo la diffusione dell’aroma boschivo, la “becchina” attua un respiro profondissimo e sembra quasi sorridere pacatamente. Il suo volto si rilassa, si abbandona. Come quando si rientra a casa dopo un viaggio e ci si rifonde con l’habitat solito e familiare.

Per cui, immagino i pensieri becchini della signora, all’avvertimento di tal odore..”Ahhhh…odore di cipressi…odore di casa mia….”

Ridacchio sommessamente, simulo una tossetta con l’intento di coprire il suono stridulo del ghigno..

Ja basta, devo farla finita…se continuo così, davvero rischio di ridere loro in faccia…A preoccuparmi maggiormente è la signora Becchina, per il semplice motivo che non riesco a carpire in che direzione guarda..

…Riprendo a fantasticare…

Riprendo ad immaginare che, improvvisamente, si libera della scura e pesante montatura ferrea degli occhiali, mostrando con un ghigno malvagio il bianco dei suoi occhi privi di iride e pupilla. Semplicemente, interamente e maledettamente bianchi.

E che magari mi tende la mano, presentandosi..”Ciao, cara..io sono la signora Becch..ehm…Bettina..Un giorno mi spiegherai cosa hai da guardarmi e da ridere..”

Ho i brividi..

E se davvero avesse notato che la guardavo insistentemente per alimentare le mie fantasie?

Io che ne so? Lei si ripara dietro gli occhiali scuri, io no…

Ma daaaaaaaiiiiiii…non diciamo scemenze…

Toh, la signora (non la chiamo manco più Becchina, potrebbe leggermi il pensiero..) s’è davvero levata gli occhiali da sole…(era ora, visto che grandina..)

Tsè, ma che orbite bianche, prive di iride e pupilla…Ha normalissimi occhi scuri, tristi ma pur sempre scuri e, soprattutto…NORMALI!

Ed io che stavo lì a fantasticare…Tsè…Ecco, è tornata pure a guardare il paesaggio che corre via…così non ho manco l’imbarazzo causato dai suoi occhi che mi squadrano..(parlo io, eh..)

Meglio che lascio scorrere le mie pupille, come le sue, tra le case e gli alberi che appaiono celermente come scompaiono, fuori dal vetro della mini-finestra…

Sono inguaribile, sapete? Anche dal vetro, cerco di intravedere il riflesso della signora…studiarne i lineamenti da una nuova ed inesplorata angolazione..

…Assurdo…

Senza occhiali da sole, ho potuto appurare una tremenda verità: non era il paesaggio fuori stante, che osservavano i suoi scuri occhi…No…guardava me…dal riflesso del vetro.. Mi ha preceduto nell’idea…

Alla fine s’è dimostrato il contrario…era lei ad osservare e, perché no, a fantasticare su di me.. Su una ragazza con una felpa blu col cappuccio e un semplice paio di jeans con qualche strappo sparso.. con le scarpe da ginnastica ed uno zaino a cui sono appesi due portachiavi tipicamente inglesi.

Avrà pensato ch’io sia una trapiantata in Italia, in quanto ho i colori della perfetta inglese, ho i portachiavi che sono un vero e proprio inno alla Gran Bretagna. La musica che s’ascoltava dalle cuffie del mio walkman era produzione Queen..Più inglesi di loro, ci son solo i Beatles..e difatti non mancavano nel mio cd…

Basta, va’…

Osserviamo altro… Qualcos’altro.. Qualcun’altro…

Non ci è voluto molto a trovare il terzo ed ultimo protagonista dei miei trip mentali..

Ma vi dimostro che i miei trip mentali non nascono di sana pianta.. Ora io descrivo e voi “trippate” con me. .vediamo se poi sono io la pazza…oh!

Un giovane. Un bel giovane.

Capelli lunghi fino spalle, quasi corvini. Occhi glaciali ma cerchiati da antiestetiche occhiaie. Labbra rosse e molto sottili, serrate. Carnagione pallidissima. Vestito di tutto punto, con un cappottino di pelle nera, lungo fino ai piedi. Al collo nessuna cravatta, bensì un foulard grigio e nero, a fantasia. Fantasia di pigiami d’una volta. A fantasia d’altri tempi.. Tempi quasi millenari, oserei dire…ghghgh…

A bloccarne la pomposità, una grande spilla, alla base del collo.

Scusate, ma a me sembra un famoso Conte..

E quelle occhiaie marcatissime, sarebbero anche esserne la conferma…No? Eheheh..

Magari, appena sceso dal treno, si muterà  in pipistrello o in nebbia..Voi che ne sapete? U.u

Stazione di Napoli centrale.

Arrivo fisico e arrivo del trip mentale.

Scrollo il capo sorridendo appena, come per autocompatirmi.

Che fervida fantasia, la mia.

Immagino di scendere dal treno e trovarvici scritto lungo tutto il vagone “Gotixy 666”, una nera distorsione del treno volante caro ai bambini anni ’80, chiamato “Galaxy 999”.

Sarà stato il clima piovoso, pumbleo oserei dire.

Sarà stato il silenzio tombale (e mò ce vò…) che regna nel vagone, scuramente dettato dal sonno dell’ora corrente.

Sarà stato l’aneddoto di sguardi tra me e la Becchina (tanto ora sto scrivendo, lei non può avvertire i miei pensieri…).

Ma una cosa è certa: ho vissuto il viaggio più surreale, onirico e nel contempo gotico della mia vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo scritto è stato composto meno di due anni fa, ma l'ho voluto postare ugualmente perchè ogni volta che lo leggo, mi piace tanto. E volevo condividere con voi il mio alto grado di follia.

 

10月29日

Un' inglesina a Napoli

 
Era una vita che non lo facevo.
Vagare per Napoli con la sola compagnia d'uno zaino.
 
Dovevate vedermi!
 
Jeans, T-shirt e felpa. Scarpe da ginnastica e un walk man. Apparivo così.
Mani in tasca ed aria disinvolta, incantata dinanzi ogni negozio d'arte.
 
Ho fatto quel che dovevo fare, tornando tra metro e treni.
 
Quanto caxxo mi piace girare e viaggiare, pure per brevi tratte. Ma preferibilmente coi mezzi, tanto per trovare quell'imprevisto che dà colore alla giornata.
 
Forse riuscirò, finalmente, a terminare quelle tele incompiute.
Forse riuscirò a studiare quelle materie che tanto detesto.
Forse riuscirò a vedere Il Signore degli Anelli senza addormentarmi.
Forse finirò di leggere tutti quei libri cominciati e mai finiti.
Forse modificherò 'sto blog.
 
Ma mai, credo, troverò il coraggio di cambiarne lo sfondo.
Per mettere cosa, poi?
Londra? Per quanto la amo, non ha fatto nulla per me.
Vampiri e simili? Per quanto mi piacciono, non mi rappresentano appieno.
Beatles? Tanto vale tenere i Queen.
Fari? Qualcosa di irraggiungibile, che fa male solo a vederne l'immagine.
Fotografie? Passano e, come i fiori, appassiscono.
Arte/Magritte? Come Londra.
 
E allora?
 
 
 
 
 
Allora lascio i Queen!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PS: avevate qualche dubbio? ^_^
 
10月24日

...E il mio XXVI anno di vita comincia.

...
Sinceramente sperando che sia meglio del precedente.
Suvvia, non ho molto da lamentarmi ma una cosa da riconoscere ce l'ho:
ho logorato la mia testa in maniera davvero disumana.
 
Sforzi mentali a cui non ero abituata, responsabilità sul lavoro ma, soprattutto, i soliti giramenti di cervella, tra congetture, problemi inesistenti, affetti platonici, paura di ferire...
 
Questa sono io.
 
E non cambierò mai, pur sapendo che ciò, alla fine, nuoce solo a me.
 
 
Il mio XXVI anno di vita comincia bene. Benissimo: crogiolandomi nel letto, seppur fosse un'ora abbastanza mattutina, guardavo dal mio giaciglio quella fettuccia di mondo esterno che lo spazio tra la tenda e la finestra mi dava da godere.
 
Cielo plumbeo. Nuvoloni gonfi di pioggia.
 
Si prospettava una magnifica giornata glaciale.
 
E così è stata.
 
Pranzo con i cari, pomeriggio con Fab e Ale (venuto per me da Roma) e sera tra le coperte a sorseggiare una camomilla con miele *Q*
Freddo gelido e finalmente ho potuto indossare nuovamente il mio bel cappottino lungo stile inglesina.
 
Auguri pochi buoni.
Chi mi ha fatto gli auguri lo sa e vorrei dire una cosa priva di ripicca. Lo dico perchè potrebbe sembrare il contrario.
Mi son resa conto che così come son andati, gli auguri, van benissimo.
Vale a dire, non ho sentito mancanza di altri auguri.
 
Grazie a tutti.
Grazie a Fabio (in primis), Anna (è stata la prima a farmeli!), Paolo ("consorte" di Anna), Ale (mio migliore amico, quest'anno ti sei fatto fregare sul tempo da Anna!), Ale/Seiten (dolce! Venuto da Roma per il mio compleanno!), Samu (mio grill man), Andrea (somatizza i miei scleri,please), Berny (perdonami se non ho mai tempo per te..), Rossy (colleguzza fashion)...
...i parenti è inutile che li elenco. <.<
 
Qualcuno voleva darmeli telefonicamente, gli auguri, ma per qualche motivo, non ho risposto. Spero capirai, Tunì.
 
 
 
 
 
 
 
Voi, percorrete con me anche questo neo XXVI anno della mia vita.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PS: Il mio compleanno è stato il 21,eh...!
 
10月1日

Queen of rain

 
ARTISTA: Roxette
ALBUM: Tourism
TRACK: Queen of rain
 
 
 
In that big big house there are fifty doors
and one of them leads to your heart.
In the time of spring I passed your gate
and tried to make a start.
All I knew was the scent of sea and dew
but I've been in love before, how about you?

There's a time for the good in life,
a time to kill the pain in life,
dream about the sun you queen of rain.

In that big old house there are fifty beds
and one of them leads to your soul.
It's a bed of fear, a bed of threats,
regrets and sheets so cold.
All I knew your eyes so velvet blue,
I've been in love before, how about you?

There's a time for the good in life,
a time to kill the pain in life,
dream about the sun you queen of rain.

It's time to place your bets in life,
I've played the loser's game of life,
dream about the sun you queen of rain.

Time went by as I wrote your name in the sky,
fly fly away, bye bye.

It's time to place your bets in life,
I've played the loser's game of life,
dream about the sun you queen of rain.
Dream about the sun you queen of rain.

-.-.-.-.-.-.-.-.--.-.-.--.--.---.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.--.
 
Artista: Roxette
Titolo Originale: Queen Of Rain
Titolo Tradotto: Regina Della Pioggia

in quella grande grande casa ci sono 50 porte
e una di loro conduce al tuo cuore
in primavera ho passato i tuoi cancelli
e ho provato a fare una partenza
tutto ciò che sapevo era il profumo del mare e della rugiada
ma sono mai stata innamorata prima, che dici?

c'è un tempo per il bene nella vita
un tempo di uccidere il dolore nella vita
sogna il sole, tu regina della pioggia

il quella grande e vecchia casa ci sono 50 letti
e uno di loro conduce alla tua anima
c'è un letto di paura, un letto di minacce
dispiaceri e lenzuola così fredde
tutto ciò che sapevo: i tuoi occhi di velluto così blu
ma sono mai stata innamorata prima, che dici?

c'è un tempo per il bene nella vita
un tempo di uccidere il dolore nella vita
sogna il sole, tu regina della pioggia

è tempo di piazzare le tue puntate nella vita
ho giocato il gioco dei perdenti della vita
sogna il sole, tu regina della pioggia

il tempo passava poichè io scirssi il tuo nome nel cielo
vola, vola via, arrivederci

è tempo di piazzare le tue puntate nella vita
ho giocato il gioco dei perdenti della vita
sogna il sole, tu regina della pioggia
sogna il sole, tu regina della pioggia
 
 
Cari PamPini miei, eccovi qui postata una canzone splendida, risalente al 1992.
L'ho riascoltata oggi dopo tanto tempo e...è troppo splendida per non farla conoscere.
E così ho deciso di dedicarla e donarla a chi considero meritevole.
Ma non per altro, solo perchè detesto sprecare la buona musica per incompetenti.
Pochi eletti.
Sarai uno di questi?
 
 

La nostra estate insieme

AUTORE: Pino Daniele
TRACK: La nostra estate insieme
ALBUM: Passi d'autore.
 
 
 
 
La nostra estate insieme
Sedersi un po’ vicino al mare
E dopo un anno di lavoro
Io mi ritrovo qui da solo
In questa inutile alchimia
La nostra estate insieme
Il caldo forte ed il sole in faccia
Ho scritto sulla sabbia
Non riesco a stare senza te
In questa inutile alchimia
La nostra vita insieme
Piena di gioia e di problemi
Fra i miei gerani ed i tuoi lillà
Perché la vita è tutta qua
Il resto è solo un’alchimia
La nostra estate insieme
Con tutto il sale sulla pelle
Notte di san Lorenzo
Ti sposo e poi ci penso
Notte dei desideri