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日志


11月20日

Danza lenta

 

 

 

 

            Danza lenta

 

 

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?

O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?

O seguito mai lo svolazzare di una farfalla?

Od osservato il sole allo svanire della notte?

 

Percorri ogni giorno in volo?

Quando dici "come stai?" ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita ti stendi sul letto con centinaia di questioni successive che ti passano per a testa?

 

Hai mai detto a tuo figlio "lo faremo domani"  senza notare, nella fretta, il suo dispiacere?

Mai perso il contatto con una buona amicizia, finita perchè tu non hai mai avuto tempo di chiamare e dire "Ciao"?

 

Quando corri così veloce per raggiungere qualche parte, ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto... gettato via. 

 

 

 

La vita non è una corsa.

Prendila piano.

Ascolta la musica.

 

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce.

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

 

11月15日

Dedicato a chi c'era...

Noi che ci divertivamo
anche facendo `Strega comanda color.`.

Noi che
facevamo `Palla Avvelenata`.

Noi che giocavamo regolare a `Ruba Bandiera`.

Noi che non mancava neanche `dire
fare baciare lettera testamento`.

Noi che i pattini avevano 4 ruote

e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che mettevamo le carte da
gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

Noi che chi lasciava la scia
più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che `se ti faccio fare un giro con la bici nuova

non devi cambiare le marce`.

Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d`aria
mettendole in una bacinella.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c`era l`amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big-babol
contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai
attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci
mettevamo le dita in bocca.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano
per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c`era la rivincita, e poi la
bella, e poi la bella della bella. (pure mo`)

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva
con le mani non era fallo.

Noi che giocavamo a `Indovina Chi?` anche se conoscevi tutti i
personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era
sempre Domodossola)..

Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l`album
Panini.

Noi che avevamo il `nascondiglio segreto` con il `passaggio segreto`.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci
toccava riavvolgere il nastro con la penna.

Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
(Goldrake, ovvio..)

Noi che guardavamo `La Casa Nella Prateria` anche se metteva
tristezza.

Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare
al compagno.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c`era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca
Cola con l`albero.

Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i
nostri compagni di classe.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
dormire tardissimo.

Noi che guardavamo film dell`orrore anche se avevi paura.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 16.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c`era l`ora di ginnastica partivamo da casa in
tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te
ne dava due.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che internet non esisteva.

Noi che però sappiamo a memoria `Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati
Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani
(allenatore Bearzot)`.

Noi che `Disastro di Cernobyl` vuol dire che non potevamo bere il latte
alla mattina.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
carta del pane che si impregnava d`olio.

Noi che non sapevamo cos`era la morale, solo che era sempre
quella.. fai merenda con Girella..

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 16 perchè stava per iniziare BIM BUM
BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c`era Happy Days.

Noi che il primo novembre era `Tutti i santi`, mica Halloween.


 Che fortuna esserci stati...


11月12日

La morte v'ha sfiorato?

 
Per voi, caVi miei, uno dei miei psicolabili quesiti:
 
 
Quante volte avete abbraciato la morte? Si, voglio dire..
 
Non intendo quante volte avete RISCHIATO la morte, no.
Ma quante volte siete stati praticamente miracolati!
Quante volte eravate spacciati davvero?
 
 
Ve lo domando perchè io..beh...la bellezza di 6 volte!
Ve le narro brevemente:
 
 
1- a pochi giorni di vita, quando ero nel nido dell'ospedale. Qualche puericultrice non ha usato l'igiene dovuta, attaccando a tutti i bambini del nido la salmonella, me compresa, portata all'interno della struttura ospedaliera da un gruppo di neonati d'un paese vicino.
Nella stanza del nido c'erano corca 10 bambini.
9 maschi.
1 femmina. Io.
L'unica superstite.
In età neonatale, le difese maschili son inferiori a quelle femminili. La mia lotta contro la morte è andata a buon fine, a differenza degli altri 9.
 
 
 
2 -  A pochi anni di vita, mentre mordicchiavo la crosta di pane per mettere i dentini, un pezzo m'è scappato dalla presa e m'è andato dritto dritto in gola. Se non era per papà che, con sangue freddo, mi percuoteva a testa sotto, col caxxo che riprendevo colore. Per una decina di secondi son stata senza respiro.
 
 
3 - ero in un campo scout. Durante un'uscita di squadriglia, la sottoscritta non si limita a camminare cautamente lungo lo stretto sentiero sterrato ma saltella come una cretina, guardando in aria a contemplare le punte più alte degli alberi che costeggiavano il cammino. Fu così che, mettendo il piede su un masso liscio, son scivolata fuori dal sentiero.
Qualcosa mi tirava giù.
Forse una discesa troppo ripida, pensai.
Scendevo in fretta, però.
M'aggrappai ad un'ortica (pensa tu!) e facendo appello a tutte le mie forze, mi riportai sul sentiero, con gesti sconnessi come chi sta uscendo dalla piscina dal bordo e non dalle scalette. La posizione era la stessa.
Fu allora che realizzai che praticamente, la cosa che mi tirava giù era la forza di gravità...
...ero penzolante. Sotto di me un dirupo roccioso.
Ho detto tutto.
 
 
4 -  Operata d'urgenza con la febbre a 42°C a causa di un megacolon tossico. Poche ore e sarei andata a far compagnia a Freddie... E manco mi sarebbe dispiaciuto tanto, eh...Ma non c'è fretta, lui m'attende U_U
 
 
5 -  Strada di montagna. Ghiaccio sull'asfalto. Il mio ragazzo d'allora stava aprendo il garage per riporre l'auto all'interno. Notte.
Io resto in auto per non soccombere al freddo. L'auto perde aderenza e comincia ad andare all'indietro, in direzione del bordo strada del tornante, dato che l'auto era perpendicolare alla strada. Il mio terrore mi immobilizzò. Pensai di tirare il freno a mano ma non lo feci, per timore di aumentar il danno. Lui invece ne ebbe velocità e forza, saltando dentro l'auto e tirando, appunto, il freno a mano. Come in un film, poi, mi prese per mano e mi tirò fuori dall'auto. Ma non fu necessario, l'auto s'era già stoppata. Guardai giù e rabbrividii.
 
 
6 -  Estate 2003, mi pare. Riccione. Sempre la volpe d'una sottoscritta, compra un'orca gonfiabile. Quelle enormi da cavalcare.
Furbescamente decido d'utilizzarla con il mare mosso e la bandiera rossa.
Dopo pochi attimi che cavalcavo, girandomi, mi accorsi d'essermi allontanata troppo dalla riva e dai miei amici. Un'onda mi fece scivolare dall'orca. Invani i tentativi di risalirci. Non toccavo terra. Ho annaspato per un pò, certa di farcela. La stanchezza cominciò a farsi sentire, facendomi quasi abbandonare in balia delle onde più forti di me.
Un ragazzo lì vicino mi vide e mi chiese se avessi bisogno d'aiuto.
Mi limitai a sorridere. Anche perchè se avessi aperto bocca, avrei bevuto.
Pensai solo: "che domanda scema, secondo lui che sto facendo, la danza del ventre subacquea? =.=' "
Mi prese per mano e mi tirò verso la riva, finchè non si fosse accertato che toccassi.
Grazie, sconosciuto. Grazie ovunque tu sia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E non consigliatemi Lourdes!   ^______________^
 
 
 
11月8日

Tutta colpa di un caldobagno!

 
Il problema è sempre quello...
Penso una cosa, la scrivo mentalmente e poi..da allora a che la potrò davvero scrivere, passano almeno 8 ore...Ovvio che l'effetto e l'enfasi con la quale scrivo, non è la stessa.
Ma ci provo, ovvio anche questo.
 
Ero in bagno, stamattina, seduta sul bordo vasca in attesa che lo pseudo caldobagno mi facesse riprendere colore e funzioni vitali, interrotte dal freddo impattopassaggioteporecopertegelostanza.
Insonnolita ed infreddolita, guardavo nel vuoto.
Il freddo mi ha fatto riaffiorare alcuni ricordi.
Il freddo.
Mi è apparso, davanti gli occhi mentali, un ricordo. Forse il più dolce.
L'istante dopo, svanito questo, m'è apparso un altro momento di vita infantile. Forse il più doloroso.
Piccoli attimi, piccole scene, nulla di lungo e complicato.
 
Il secondo era ambientato a casa di un mio compagno di classe delle elementari, uno dei pochi al quale ero molto legata. Nico. Festa a casa con tutti i compagni di classe. Atmosfera solita: palloncini, patatine (mai mangiate perchè gli altri bambini si ficcavano le mani in bocca <.< ), torte, radio che trasmetteva le sigle dei cartoni animati (quelli veri e tristi, non quelle puttanate come Dragon Ball e simili..Ma questa è un'altra storia..), regalini, etc.
Tutti i bimbi seduti a terra, in circolo, con il fido piatto di robaccia e bicchiere di coca cola.
Feci l'impossibile per capitare accanto al più carino della classe, quello biondino. Il torinese.
Ci capitai.
Un insetto
Un indefinito insetto aveva palesemente puntato le mie gambe incrociate. Non mi mossi ma lo tenni sott'occhio. Finchè l'insetto valicò i limiti da me preposti. Uno scatto delle gambe, per allontanarlo.
L'insetto saltò poco più distante. Praticamente sulla maglia del bambino carino accanto a me.
E come l'insetto, anche la mia coca cola.
 
Non vi dico l'imbarazzo.
 
"Scusami, non volevo, non l'ho fatto apposta" furono le mie parole farfugliate verso il bambino, mortificata ed imbarazzata allinverosimile.
La sua risposta?
"Non chiedere scusa a me, dovresti chiedere scusa al mondo intero per essere nata!"
Vi giuro che in 8 anni di vita, mai mi venne detta cosa tanto dolorosa.
La mia reazione fu l'immobilità. Non so che fine abbia fatto l'insetto, ma so che in quel momento sono uscita dal cerchio, ormai infranto per colpa mia, e mi son andata ad accucciare in un angolo, nel vero senso del termine, tra il battiscopa e la tenda.
Piangevo ma, ovviamente, di nascosto di tutti.
Un solo singhiozzo m'avrebbe reso ancora più zimbello di quanto avessi già fatto da sola.
Un autogol.
Cornuta e mazziata.
 
Il primo ricordo è senza dubbio dolcissimo.
Un Natale. Splendido. Uno dei tanti.
Casa precedente, salone enorme.
Tutto pronto per il 25, per il quale mancavano pochissimi giorni. Un paio,forse.
Albero sintetico abbellito, come da tradizione della mia famigliola, con tante palle o decorazioni diverse.
Una per ogni anno da quando mamma e papà si son sposati.
Quella rossa.
Quella a forma di babbo Natale.
Quella gialla con il pungitopo vicino.
Quella...vabbè, mica vi racconto ogni palla mò...Che palle! >.<
A me è sempre piaciuto scrivere, così ogni anno facevo qualche dolce bigliettino natalizio. La mano artistica ce l'ho, quindi veniva sempre qualche bel gioiellino.
Quell'anno, quel Natale, quel pomeriggio, scese da me la bambina pestifera del piano di sopra.
Con tutto l'intento di rompermi le bambole. E le palle. E non quelle di Natale.
Quel pomeriggio si accovacciò vicino l'abete, che in quel periodo era il fulcro della casa e il mio "rifugio" caloroso e familiare.
 
Adoro guardare le luci intermittenti, meglio se colorate. Ne restavo incantata.
 
Mi disse qualcosa come "fammi giocare con qualcosa, fammi vedere qualcosa di nuovo.."
E di tutta risposta, io allungai il braccio verso l'abete, precisamente verso un ramo sul quale avevo appeso il mio bigletto d'auguri artigiano, il mio breve scritto.
 
Guardò il disegno sulla prima facciata. Sorrise ma nulla disse. Piccolo sbuffo, quasi.
Aprì e ne lesse il contenuto.
Rigo dopo rigo, la sua espressione mutava.
Finchè buttò per terra il biglietto e mi abbracciò.
"Mi fa piangere quello che hai scritto!"
Corse a casa a chiamare la sorella, affinchè scendesse a vedere cosa avessi scritto.
Il giorno dopo mi invitò a comprarmi un pelouche come il suo (e tra bambine è cosa rara!).
Diventammo amiche.
 
 
 
 
 
Una porta si apre. Una folata di freddo m'accarezza le gambe nude. Mia madre che entra in bagno e mi ricorda che se non mi muovo, farò tardi a lavoro.
Torno in me, dopo questo breve viaggio mentale.
 
 
Tutto per un banale caldobagno.