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6月12日 La mia brillante settimana...
Partiamo dal fatto che il titolo è ironico.
Vi racconto la “serie di fortunati eventi” capitatami tra le braccia la scorsa settimana. Partendo dal lunedì, davvero.
Nel week end Fabio mi aveva regalato una candela formata da altre 4 piccole candele azzurre, tutte decorate, in rilievo, da stelline marine, cavallucci marini, conchiglie e quant’altro riguardasse il mare. “Nella mia stanza…”, pensai al momento del dono, “…starà d’incanto!” Sabato sera, però, parcheggiata la mia NUOVA Smart for Four che brillava di luce propria ( e cavolo, aveva appena 6 giorni di vita! ), dimenticai la candela sul cruscotto, lato passeggero. “Uh, la porto su, a casa, domani..” pensai tra me e me. Quel pensiero riaffiorò esattamente la sera dopo, la domenica. Così, lunedì mattina andai a lavoro con la mia bella candela sul cruscotto che, indubbiamente, dava quel tocco di in usualità all’auto. E si, ragà, quante persone avete visto far scorazzare una candela ( tra l’altro in tinta con la carrozzeria dell’auto U_U ) sul cruscotto della automobilina? Dite la verità, nessuno! NESSUNO! Ed ora so anche il perché… =.=’
Quel gran figlio di buona donna del destino ha voluto che QUEL lunedì facesse un caldo come non si registrava da 47405804 anni.
Già vedo che state ridendo, smettetela! >.<
Esco da lavoro verso le 19. Primo semaforo. Lo sguardo va distrattamente sulla candela.. “Non l’ho ancora mai vista bene da vicino. Non ne ho avuto il tempo. Ora approfitto del semaforo rosso e me la analizzo per bene, mentre penso a dove sistemarla in camera…” Tendo la mano come una bellina bambina curiosina enfatizzatina. La prendo. La tiro a me. Non se ne viene. O.o “Uh?” Continuo a tirare. Insisto. Nulla, non viene via, come se fosse incollata al cruscotto. Come se? Levatelo pure, il <<come se>>. Senza <<come se>>. Era incollata al cruscotto.
In una frazione di secondo sono entrata in un coma reversibile fino allo scattar del verde del semaforo. Al primo posto libero ove parcheggiare, ho sostato e ho spento a radio (cosa che non faccio mai!), quasi a voler rendere minuti di rispettoso silenzio a qualcosa. Alla candela? Beh, così pensavo. Magari fosse stata solo la candela. Sarebbe stato il male minore.
Spenta l’auto e la radio, m’affaccio sull’enorme cruscotto (non so se siete mai stati in una Smart For Four, ma vi assicuro che il cruscotto è davvero enorme) e mi metto di impegno a staccar via la candela. Nulla.
Torno a casa a radio spenta, a mo’ di lutto. Trovo Fabio sotto casa mia, come d’appuntamento. Giunta a destinazione, quindi senza fretta, mi impunto nuovamente a staccar quella benedetta candela che, vista bene, aveva perso tutte quelle caratteristiche che potessero appellarla tale. Un due e tre, con una forza dettata dalla rabbia e dalla disperazione, stacco via quel blocco di cera incollato al cruscotto. La candela s’era praticamente sciolta e aveva fatto tutt’uno col cruscotto. Ma non c’era solo la candela, sul cruscotto, ma anche tutta la cera scioltasi. Dinanzi a me, una scena indignante: il cruscotto non c’era più. A sostituirlo, una lastra solida di cera azzurra. Volevo piangere. Ho riso. Ho messo sotto sopra tutta l’auto, in cerca di qualcosa d’appuntito che potesse scalfire la cera. L’unica cosa, un cd lasciato in una tasca da un operaio, usato come prova dell’impianto radio. Quindi, quel disco è diventato una sorta di spatola, con la quale battevo come una pazza sulla lastra di cera, che pareva fottersene altamente di me e dei miei sforzi.
Due giorni dopo, appena ripresa dal trauma, Fabio mi ha regalato la locandina de “ Pirata dei Carabi 3 “, sapendo che vado pazza per Depp. Che splendore di locandina! Jack Sparrow che emerge dalla nebbia *___* L’ho arrotolata e posata sul cruscotto maledetto, distrattamente. Ho guardato Fabio, soddisfatta, ed ho esclamato: “ Guarda! Copre a perfezione il misfatto! Almeno riesco a nascondere il guaio ai miei genitori, almeno fino a sabato, quando la sistemeremo! Sono un genio, c’è nulla da fa’!”
Giorno seguente, altra giornata anomala da 38405830° C…
“Frega nulla, a me… Mica si scioglie il poster!”
Il poster no, ma la cera presente sì. E s’è inglobata, risolidificandosi, pure il poster.
Me ne sono accorta quando, in un istante in cui volevo guardare la locandina, questa ha ripetuto il giochetto della candela, pochi giorni prima. Non se ne veniva. Ari-uhm. Affacciatami al cruscotto, ho visto questa fusione senza precedenti. La base del rotolo del poster, era letteralmente ricoperta di cera. Sotterrata. Anzi. Sotcerata. Un brivido.
Altri due giorni in cui ho mandato mia madre a piedi in varie parti della città, pur di non farla salire in auto, ed è giunto sabato.
Sabato giunge. La mia Smart viene ripulita alla meno peggio, tra mille metodi ( eh, la cera è pure bastardona! ).
Domenica vado a casa di Fabio, portando con me un box di Freddie, uscito quest’inverno. Box contenente 2 cd e 2 dvd. Che splendore. Creato tutto in bianco e nero, a contrasti. Genere scacchi, bianco-nero e nero-bianco.
Lover of Life – Singer of Song, questo il titolo.
Era ancora impacchettato. L’ho scartato con un’enfasi senza precedenti. Le lacrime agli occhi.
Lacrime che poi son restate, anche dopo l’apertura del box. =.=’ Lacrime che avrebbero voluto cadere copiose, se non fosse stato per la presenza di Fabio e per il mio carattere introverso e timido.
Nel box non c’erano 2 cd e 2 dvd.
No, c’erano 4 cd, a coppia. Vale a dire, 2 uguali agli altri 2.
Ma chi miseria ha confezionato quel benedetto box? Mh?
…
Che dire, ragà?
Che quest’anno, in vacanza, me ne vado in Francia. Sì. Ma a Lourdes.
6月1日 Vi prego, amiamoci.Posto qui una delle mie canzoni preferite, che sto ascoltando da una mezz'oretta ininterrottamente. Mio Dio quanto è bella.
La potrei sentire ancora ed ancora, ma continuerà a farmi salire le lacrime. Per sempre. Da sempre.
Imagine there's no heaven
...Se scrivessi il commento più dolce e sentito, rovinerei comunque quest'attimo che voglio trasmettervi. Ragazzi miei, solo una cosa: amiamoci e non litighiamo per ogni sciocchezza. Per le banalità. Vi prego, amiamoci. Ve ne prego davvero. |
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