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    January 29

    Quando l'effetto fumogeno svanisce...

     
     
    Tutto mi si sta aprendo davanti gli occhi.
    Come quando un banco di nebbia si dissolve rapidamente davanti la tua vista.
     
    Sto osservando la vita altrui.
     
    Sto vedendo l'evoluzione dei miei contatti, dei miei rapporti.
     
    Un regista fissato per me, che son riuscita a scrollarmi via di dosso dopo anni, con insulti crudi e vaffanculo vari.
     
    Uno pseudo amico che "Ci sei? Ci vediamo? Non ci sei? Frega nulla!"
     
    Un altro a cui voglio un bene dell'anima ma con cui non riesco ad intraprendere un discorso serio.
     
    Un altro che è fintamente e forzatamente pessimista. Ma che, secondo me, non s'è mai fatto un giretto negli ospedali.
     
    Un altro ancora che quando è in vena ti parla, quando no t'ignora. Poi si scusa. Poi ti ignora nuovamente, poi si scusa. Poi ti ignora...
     
    Un altro che s'ostina a dire che è una persona onesta e sincera ma che, a mio modesto parere, è più illusionista di Copperfield.
     
     
     
     
    Solo maschi cito, dite?
    Beh, principalmente sono i maschi che tentano in tutti i modi di farmi sentire importante e speciale.
    Le ragazze che si spacciano per mie amiche, invece, sono meno ipocrite. Alcune.
    Trovi quella che non ti contatta dal 1912, perchè magari non le servi più.
    Come trovi quella che fa "miao, gattina, cucciolina, tesorina bella, smuack!" e che al secondo rigo chiudo la finestra msn.
     
     
    E poi, nella mia vita, ho trovato gli angeli.
    Quelli che non durano una giocata, un'uscita, un cinema, una pizza.
     
    No, durano un' Eternità.
     
    E solo ora, guardando a nebbia scomparsa, li ho ritrovati.
     
    Tipo nel caos dei fumogeni.
    Prima dell'attivazione d'essi c'erano 3693038 persone.
    Fumogeno.
    Rimangono pochissime persone.
    2.
     
    Fabio ed Alessio.
     
    Non potete essere veri.
    Ma per fortuna ci siete.
    E fate felice me, eterna incontentabile.
    Grazie.
     
     
     
     
    November 15

    Dedicato a chi c'era...

    Noi che ci divertivamo
    anche facendo `Strega comanda color.`.

    Noi che
    facevamo `Palla Avvelenata`.

    Noi che giocavamo regolare a `Ruba Bandiera`.

    Noi che non mancava neanche `dire
    fare baciare lettera testamento`.

    Noi che i pattini avevano 4 ruote

    e si allungavano quando il piede cresceva.

    Noi che mettevamo le carte da
    gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

    Noi che chi lasciava la scia
    più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

    Noi che `se ti faccio fare un giro con la bici nuova

    non devi cambiare le marce`.

    Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d`aria
    mettendole in una bacinella.

    Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c`era l`amico in casa.

    Noi che facevamo a gara a chi masticava più big-babol
    contemporaneamente.

    Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai
    attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci
    mettevamo le dita in bocca.

    Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano
    per tutta casa.

    Noi che dopo la prima partita c`era la rivincita, e poi la
    bella, e poi la bella della bella. (pure mo`)

    Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva
    con le mani non era fallo.

    Noi che giocavamo a `Indovina Chi?` anche se conoscevi tutti i
    personaggi a memoria.

    Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era
    sempre Domodossola)..

    Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l`album
    Panini.

    Noi che avevamo il `nascondiglio segreto` con il `passaggio segreto`.

    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci
    toccava riavvolgere il nastro con la penna.

    Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

    Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
    (Goldrake, ovvio..)

    Noi che guardavamo `La Casa Nella Prateria` anche se metteva
    tristezza.

    Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
    formaggino.

    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

    Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
    terrazzo.

    Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare
    al compagno.

    Noi che si andava in cabina a telefonare.

    Noi che c`era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca
    Cola con l`albero.

    Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.

    Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i
    nostri compagni di classe.

    Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
    dormire tardissimo.

    Noi che guardavamo film dell`orrore anche se avevi paura.

    Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

    Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
    sorridenti.

    Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 16.

    Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

    Noi che quando a scuola c`era l`ora di ginnastica partivamo da casa in
    tuta.

    Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

    Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te
    ne dava due.

    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
    era il terrore.

    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

    Noi che internet non esisteva.

    Noi che però sappiamo a memoria `Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati
    Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani
    (allenatore Bearzot)`.

    Noi che `Disastro di Cernobyl` vuol dire che non potevamo bere il latte
    alla mattina.

    Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
    carta del pane che si impregnava d`olio.

    Noi che non sapevamo cos`era la morale, solo che era sempre
    quella.. fai merenda con Girella..

    Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

    Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

    Noi che però sapevamo che erano le 16 perchè stava per iniziare BIM BUM
    BAM.

    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c`era Happy Days.

    Noi che il primo novembre era `Tutti i santi`, mica Halloween.


     Che fortuna esserci stati...


    September 19

    E allora mi domando...

     Mio blog...
    Mia cara finestra sul mondo.
    Sempre aperta quando voglio gridare qualcosa ma non mi va di parlare con nessuno.
     
    Torna, più bastardo di sempre, quel periodaccio di malinconia che, i più stretti di voi, sanno bene quando mi capita.
     
    Non ho nulla, in particolare, che non va.
    Sarò riduttiva?In realtà MOLTO non va?
     
    Mah, signori miei. Mah.
     
    Mi urta il fatto di non poter insierire nuove foto sul blog, visto che si è rincretinito tutto e mi chiede di scaricare un programma. Lo farei volentieri se...partisse il download!
     
    Suvvia, non crederete davvero che sia giù per questa caxxatella...
    Anche.
     
    Ho letto da poco il programma della Notte Bianca a Caserta, che si terrà sabato 29 sept.
    Caruccio.
    Ma, sotto sotto, me ne frega nulla.
     
    E allora mi domando: è la mia testa ad essere invecchiata o è semplicemente l'ambiente che mi circonda, a non andare? Voglio dire...se abitassi altrove, sarei così apatica e senza voglia di far qualcosa? Conoscendomi, ne dubito.
     
    Quante cose da rimpiangere, ho.
    Una carriera scout che avrei voluto continuare in eterno.
    Tanti viaggi l'anno, quanti me ne poteva concedere il lavoro.
    Volontariato, ma quello bello sodo e tangibile. Aiuto materiale, per lo più. Non parole, ma sostegno reale.
     
    E la mia vita è piena zeppa di tanti buoni propositi.
    Ma poi mi accorgo che non son capace di gestirmi le piccole cose, i piccoli rapporti.
     
     E allora mi domando: sono io che realmente non so mandare al diavolo chi di dovere o, semplicemente, non mi va di farlo perchè penso che la vita è già guerrigliera così, non serve pure slacciare per scemenze o piccole dimenticanze altrui?
     
    La mia vita è un susseguirsi di domande a cui, credo, mai troverò risposta.
    O forse la trovero. Quando? Beh, quando non saprò più che farmene.
     
    Ma da che ero piccola, mi titillo la testa con quesiti vari, come se cercassi delle dritte per limitare la sofferenza o la delusione sempre in agguato.
    E Dio solo sa quante delusioni ho avuto nella mia vita. Uh, quante!
    Certo, probabilmente ne darò anche. Ma certamente meno.
     
    A volte sapete che mi auguro? Di trovare qualcuno come me. Identico a me. E tenerlo stretto e non lasciarlo più andar via.
     
    Sia un uomo, sia una donna, sia un alieno.
     
    Ma come me.
     
    Saprei come muovermi, come farlo felice, come non farlo mai piangere e come non deluderlo. Mai.
     
    Invece resto qui, con quei miei 7394465840 contatti MSN, dei quali solo 5 mi cagano e dei quali solo 3 cago.
    Bah.
    Esseruccia strana, che sono.
     
    E allora mi domando: faccio bene quando penso di stringere il cerchio, eliminando conoscenti e tenendo solo quelli che stimo? O è meglio buttare ami a destra e a manca, tanto non costa nulla ma spesso ci si trova amici di chi meno te l'aspetti?
     
    Ho notato che da qualche blog, non ricevo alcuna risposta. Eppure la mia quotidiana decina di accessi, li trovo ogni sera.
    Non me ne cruccio, credo di sapere già il perchè di questo strano silenzio.
     
    Chi tiene a me e sa come sono, è sempre il benvenuto.
    Chi mi vede solo come una conoscente, beh, è pregato di uscire dalla mia vita.
     
    Quella è la porta..
     
     
    NO! NON QUELLA!
    QUELLO è IL BAGNO! >.<
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    - InsinuAnto -
    che finalmente è riuscita a riconquistarsi il nick a Dream!
     
    August 14

    Passioni siano.

     

    Notte tra 10 e 11 agosto,  ore 2.37

     

     

     

     

    Ben 25 minuti di riflessione ed incertezza prima di convincermi a scrivere.

    Il pc è spento e non è proprio il caso d’accenderlo.

    Così mi ritrovo avvolta nell’azzurro lenzuolo, a scrivere su un A4 spiegazzato.

     

    Stasera qualcosa è scattato in me.

     

    È scattato per una canotta nera.

     

    Decorata con stampe di teschietti argentei.

    Mio padre l’ha guardata un po’.

    Poi ha cominciato un discorso che m’aspettavo.

    Le altre volte l’aveva solo accennato.

    Stavolta è andato a fondo.

    Forse, menomale.

    Mi ha fatto male il suo dire. Ma solo a primo impatto. Ora, pensandoci, posso solo ringraziarlo.

     

    Tra le sue coltellate verbali: “Ti rendi conto che hai 25 anni e stai ancora dietro a fantasmini, scheletrini, etc, come quando avevi 14 anni? Ogni cosa a suo tempo. È finita l’epoca teenage, sei adulta e, se ti guardi intorno,molte tue coetanee son sposate e sistemate. E tu? Brava, continua a giocare a Lot ed a fare ridicoli acquisti di pupazzi, scheletrini, pipistrellini, etc… brava, arriverai molto lontano. Stai spendendo tutti i soldi in cazzatelle, da parte non ti stai mettendo nulla, lavori come una pazza senza stop per fare cosa? Guarda!”

     

    Dopo la mia ovvia reazione di sbrocco, sono andata in bagno a provare, quasi per dispetto, la nuova canotta nera.

    Sì, quella nera con i teschietti.

    Mi scendeva a pennello. Sembrava fatta addosso a me. Taglia perfetta.

    Eppur non ero a mio agio. Mi sentivo ridicola.

     Ma, vi giuro, non mi son fatta influenzare dalle parole di papà che, in quel momento, erano le ultime a cui davo retta.

    Ma mi sentivo una donna in abiti da bimbetta ribelle.

    Ironia del destino, una ciglia m’è caduta maldestramente sotto l’occhio, portandomi ad avvicinare il volto allo specchio.

    Una ruga.

    Mi è crollato il mondo addosso.

    Non mi ha mai spaventato il passar del tempo. E tuttora non ci riesce. Ma quella visione m’ha sbattuto in faccia una dura realtà.

    Non son servite altre parole da parte dei miei.

    Son andata in camera mia con le lacrime agli occhi e l’ho perlustrata con lo sguardo, ovunque.

    Molte cose m’apparivano ridicole. Ho chiuso gli occhi umidi e mi son lasciata cadere sul letto.

    Pausa.

    Stop.

    Break.

    Nulla, riaprendoli ho avuto nuovamente quella sensazione di ineguatezza.

    Ho preso, celermente, una capiente busta e l’ho riempita di tutte quelle cose che intaccavano, ai miei occhi, la mia stanza.

     

    Risultato:

    la busta è piena di DVD, pronti ad essere venduti a Blockbuster. Piena di quei futili oggettini che mi son piaciuti e piaccion tuttora, ma distanti anni luce da ciò che sono.

    Superstiti i souvenir dell’UK, e tutto ciò che riguardava Queen e mare.

     

    Alla fine, questa è la mia vita:l’UK è il luogo più magico che abbia mai visto e vissuto.

    I Queen son stati la mia prima vera musica dall’età di 8 anni. Ne ho 25, quasi 26.

    Il mare?Beh, l’odore salmastro mi inebria come null’altro. Il mare mi riempie la mente, pur liberandomela. Il suono delle onde, poi, è per me una ninna nanna. Sugli effetti che il mare ha su di me, potrei parlare da ora fino a domani.

     

    Ecco.

     

    Tutto il resto son passioni “portate”, come le chiamo io.

    Come quelle per le candele, per la musica metal o qualcos’altro che, figurarsi, manco lo ricordo.

    Ah, sì, l’horror.

    Mi piace, certo, ma non è classificabile come passione.

    E allora no. Voglio essere circondata solo da quel che veramente mi rappresenta. Da quelle cose che davvero mi fan stare bene.

     

    Vorrei solo che, a sostituzione di queste cose da stasera abolite, nella mia vita giungano situazioni che mi aiutino a crescere. O che ho sempre sognato.

    Un animale da accudire.

    Tanti viaggi.

    Fare del bene.

    Tornare alle mie passioni di sempre: pittura e fotografia.

    Null’altro.

     

    “ Voglio riavere quella figlia che amava la vita, non che collezionava scheletri e bare”.

     

    La riavrai, papy.

    La riavrete tutti.

      

    March 12

    Alla fine siamo sempre lì...Voglia di semplicità.

    Si, cari miei.
    Alla fine siamo sempre lì.
    Potrei conoscere un mondo di persone, in ogni occasione.
    Ho conosciuto mille persone con il GdR, mille persone sul lavoro, mille persone per l'Università, mille persone per tanti motivi.
    Ma alla fine è sempre il solito paio a ricordarmi quanto fanno per me.
    Son sempre i soliti a farmi star bene con una parola.
    Son sempre i soliti a trattarmi come se fossi una di famiglia, confidandosi su tutto e facendomi sorridere e ridere.
    Son sempre i soliti che mi fanno fantasticare con la mente, in un salotto, su un divano, a ridere di giorni andati ed a rattristirci per come son cambiate le cose e le ripettive vite.
    Son sempre i soliti a farmi fermare a pensare "Questa è una di quelle persone che mi porterò dietro finchè muoio."
    Son sempre i soliti a farmi tornare sui miei passi quando sbaglio. E me ne fanno accorgere.
    Ora, due son le cose: o son capaci di suadermi e di convincermi che sbaglio o sono io che sbaglio solo con loro, dando il loro affetto tutto per scontato.
    E temo che sia la seconda opzione.
    Colgo, indi, occasione di chiedere perdono a quelle persone che mi amano non a parole ma a fatti, a cui dono veramente 1/100 di quanto potrei.
     
    Scusami, Fabio.
    Scusami, Alessio.
    Scusami, Sara.
    Scusami, Andrea.
    Scusami, Anna.
    Scusami, Maria.
     
    Scusatemi infinitamente, perchè fossi in voi, mi sentirei snobbata da me, che dico sempre che ho troppo lavoro per dedicarvi tempo.
    Eppure, le cose più comode, le faccio.
    Per le cose più stupide, ho sempre tempo.
    Per persone di cui l'affetto devo ancora conquistarlo, dedico sempre ore e sms.
     
    E voi?
    E voi continuate ad amarmi, indifferentemente dal fatto se riceviate, indietro, il mio amore.
     
    Grazie, davvero.
     
    Cercherò di ritagliare più tempo per voi, promesso.
    Non v'assicuro nulla, ma ci provo, di questo statene certi.
     
     
     
     
    March 06

    ...Sognando la costiera amalfitana.

    Salve salvino, bignè farcitissimi di crema..
    Mi trovo a scrivere nuovamente, tanto per cambiare.
    Son tornata da poco da lavoro e cado a picco sul blog per svuotarmi la testa e rintanarmi nel mio magico mondo.
    Sto per parlare di cose ad alcuni sconosciute, quindi chi non fa i miei giochi di ruolo, può saltare le prossime righe ^_______^
     
    Ieri sera ho fatto il colloquio per entrare nei Cavalieri Neri di Dream, chi sa come andrà...Visto che subito ho preso per culo ( si può dire culo? O.o ) i due superiori che mi stavano esaminando...Furba mossa, non c'è che dire...    U.U
    E sempre ieri, ad Extreme, è spuntato il nuovo master. Ora è da vedere come andrà, stavolta, la setta. Ai posteri l'ardua sentenza.
     
    Ok, rileggete pure, non lottiani!
     
    Oggi è stata, climaticamente parlando, una splendida giornata. Un sole raggiante e un lievissimo vento che portava al naso alcuni odori di vita, indefiniti.
    Ho spostato la sedia dell'ufficio: da dietro la scrivania l'ho passata accanto alla finestra aperta. Il sole. Il venticello.
    Ho chiuso gli occhi e ho lasciato correr la fantasia.
    Mi son trovata affacciata, appoggiata al parapetto di ferro battuto di un curvone della costiera amalfitana.
    In me l'odore dei limoni e di pasticcerie artistiche, che creano prevalentemente dolci a base di limone o agrumi vari.
    Nei miei occhi, il sole che rendeva accecante il bianco delle casette avvoltte da fucsia bouganvillee.
    Fra i miei capelli scompigliati (già di loro =.=' ), la brezza marina che mi accarezzava come una calda mano languida.
    Sembrava di vivere tutto questo, di assaporare un gelato ed una granita o un tegame fumante di gnocchi alla sorrentina.
    E mi fermavo a guardare, incantata, il mare. Una tavola blu. Una terrazza. Un gazebo. Il paradiso.
     
    DRIIIIIIIIIIIIIN!
     
    Telefono dell'ufficio.
     
    Porca zozza!  >.<
     
     Destata bruscamente, ho ripreso il mio posto. Ma non con la testa.
     
    E in queste occasioni, mi rendo conto come sono e di cosa ho veramente bisogno.
     
    Avete presente Insinuazione? Beh, Antonella è l'esatto opposto. Il comportamento è talvolta simile. Similissimo. Uguale, oserei dire. Ma l'indole no.
    Insinuazione è battagliera. Antonella predica la Pace.
    Insinuazione è glaciale in tutto. Antonella è solare, ama il mare e sorride sempre e a chiunque.
    Insinuazione è avara ed opportunista. Antonella si annulla per gli altri.
    Insinuazione butta giù. Antonella consola e coccola.
    Insinuazione picchia. Antonella accarezza.
     
    Pace. Pace interiore. Tranquillità. Autenticità dei valori.
    Ripresa di quelle cose con cui son cresciuta. Conservazione di ricordi.
    Musiche, gusti e profumi della mia solita vits.
     
    Necessito stare su un balcone a guardare il amre, per ore ed ore.
    Necessito chiudere gli occhi su un prato, all'ombra d'un grande albero.
    Necessito mangiare pasta con pomodorini e basilico.
    Necessito crogiolarmi nel limone, da bere, mangiare o solo per improfumarmi le mani.
    Necessito ascoltare i Queen, i Cranberries, i Dire Straits, i Guns'n' roses e tutti quei gruppi fatti scoprire da Daniele.
    Necessito muovermi dentro una tuta od un vestito di cotone, rigorosamente lavato con detersivo a lavanda o gelsomino.
    Necessito leggere un libro su una panchina, accerchiata da una folta siepe di rosmarino ed alloro.
     
    Mi piace, ma soprattutto, necessito.
     
    Ecco, da un blog che voleva essere una cosa leggera per rilassarmi, è diventato un luogo dove farmi conoscere maggiormente.
     
    Da voi che mi siete sconosciuti, in fin dei conti. Ma che vi porto dentro.
     
     
     
     
     
     
     
     
    February 12

    ...C'era una volta...

    Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, viveva una dolce creaturina di nome Antonella.
     
    Ella sprizzava bontà e generosità da tutti i pori. Si guardava intorno alla ricerca di qualcuno d'aiutare. Da piccola sognava di fare la missionaria, da bambina era una assidua frequentatrice di chiese, da ragazzina entrò nel gruppo A.G.E.S.C.I., ovvero gruppo Scout. Da ragazza fece due anni di catechismo per i piccini in procinto di fare la Confessione o la Prima Comunione.
    Questa fragile e generosa donnina era ipersensibile e piangeva spesso quando vedeva animali o persone in difficoltà, non in grado di reagire.
    Un animaletto ferito o agonizzante, un anziano abbandonato sulla panchina e similia.
    La vita le ha fatto conoscere sovente la vita ospedaliera e la cosa l'ha rinforzata, di molto.
    Le ha fatto capire quanto facesse bene ad aiutare chi ne aveva bisogno. Le ha fatto capire quanto stupido sia piangere e litigare per le scemenze e le banalità della vita.
    Ha imparato a guardare con occhi diversi ciò che le ruotava intorno.
    Ma tante botte ed ostacoli l'han si resa forte, ma automaticamente, resa combattente.
    Ha cominciato a tentare di far padroneggiare il giusto, arrabbiandosi pesantemente con chi le appariva stolto.
    Chi si lagnava per nulla. chi la feriva, ignaro di quanto già ella avesse subìto. Chi cercava di prenderla in giro.
    Una corazza contro gente così. Contemporaneamente, con i nemici son sorti anche gli amici.
    Indi, è stata costretta ad abbandonare l'80% della sua timidezza, cominciando a tramare ed intrecciare rapporti.
    Un'Antonella più solare e combattente, al tempo stesso. Più aperta e puntigliosa. Zelante.
    Nella vita, non c'è nulla da fare, ci son solo due sponde: la gioia e la tristezza, il bianco ed il nero, il giusto e l'errato.
    ovviamente, ogni litigata portava un nemico e, automaticamente, un amico.
    Giusto equilibrio, parea.
    L'unico dettaglio che ella non ha, però, valutato, è che i nemici son nemici. Non ci stanno Santi.
    Gli amici no. Gli amici son amici o nemici. Gli amici non son sempre tali. Anzi, quasi mai.
    Iniziò a prendere in considerazione che non ci son solo amici e nemici.
    Ci son amici, nemici e conoscenti.
    Ma se un tot di persone passa dal gruppo amici a quello conoscenti, ovviamente il primo gruppo va ad impoverirsi.
    Ma prima o poi i conoscenti, con l'avanzare del tempo, passano al filtro, diventando immancabilmente amici o nemici.
    Nemici.
    Per lo più nemici.
    Finchè stamattina, Antonella non ha avuto l'ultimo colpo. Persone che davvero credeva amiche, le han dato il colpo di grazia.
    Nel gruppo degli amici restan sempre meno persone.
    Ma ora va bene così.
    Perchè Antonella ha deciso di tornare quella di prima.
    Quella buona con chi ne ha veramente bisogno e non con la prima persona che le dice " ti vi bi" o fregnacce simili.
    Ora Antonella vuole smetterla di dividere il bene e l'affetto per un numero indefinito di persone che, alla fine, l'1% di esse lo merita.
    Antonella vuole tornare ad essere quella che ama 3 persone in tutto. Ma a loro non fa mancare nulla.
    E che i mediocri s'arrangiassero.
    Antonella vuole tornare ad essere quella che non dà confidenza a nessuno per autotutela.
    Antonella ora è stanca di lottare anche per gli altri, quando non c'è nessuno che lotta per lei.
    Antonella ora raccoglierà i cocci ma non comprerà più vasi.
    Antonella non si metterà più a rischio di perdere quei pochi affetti che ha.
    Antonella farà come tutti: "Armiamoci e andate!"
     
    Chiedo scusa a tutti coloro che amo e a cui ho fatto mancare qualcosa per privilegiare qualcuno che non meritava.
     
    Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, c'era una dolce creaturina di nome Antonella.
    Per un tempo non c'è stata più.
    Ora è tornata.
     
    C'era una volta e c'è ancora.
     
     
     
     
     
     
     
     
    Antonella