Antonella's profilePain is so close to plea...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 03

    Pesaro 2008, un anno dopo.

    Signore e signori,

    da qualche giorno son tornata dalle vacanze, nuovamente trascorse a Pesaro.

    Sapevo di andare sul sicuro ed infatti così è stato.

    Quest’anno senza genitori.

    Col mio ragazzo.

    E la cosa m’ha aperto la mente, m’ha fatto ragionare e riflettere su molte cose, mettendomi talvolta anche in crisi.

    Più che talvolta.

    Spesso.

     

    A poche sere dal nostro arrivo, precisamente sabato 23 agosto, Pesaro c’ha offerto la splendida Notte Arcobaleno, ovvero una Notte Bianca con i colori della Pace. Negozi aperti fino a tardissimo, lidi che offrivano cornetti caldi e cappuccini, brioche, bombe farcite e quant’altro potesse alzare il colesterolo a mille, bar che vendevano la Duff!

    Ogni strada era addobbata di tutti i colori, dai tronchi degli alberi decorati con strisce arcobalenate a bandiere della Pace fuori ogni negozio o balcone.

    I lidi diffondevano musica per ogni strada, c’erano stand di carne argentina, brasiliana, chincaglierie etniche, parrucchieri di strada, botteghe e manufatti marini..

    Mille biciclette colorate sfrecciavano tra persone agghindate con parrucche multicolor, cilindri optical, occhiali luminescenti e braccialetti fosforescenti.

    Ho goduto di tutto questo, signori miei.

    Fino al mattino, quando mi si vedeva su una delle tante panchine del lungomare, alle 5 di mattina, a sgranocchiare pesce fritto da un “cuppetiello” confezionato da uno dei tanti stand.

    L’apoteosi.

     

    La sera dopo vennero gli Aram Quartet nella piazza Ducale, facendomi gasare anche su Under Pressure (sarò di parte ma preferisco la versione Pelagusiana!).

    La sera seguente il tributo a Rino Gaetano. Bellissime già le prove pomeridiane!

    La sera dopo ci fu il tributo a Vasco Rossi, da parte di una tribute band chiamata “Le Bollicine”. Cantante quasi uguale a Vasco, fisicamente.

    La voce, invece, era proprio quella di Vasco! Oddio, era uguale uguale!

    La piazza in subbuglio.

    Un’altra sera, invece, il tributo a Lucio Battisti, da parte della tribute band chiamata “Anime Latine”. Che spettacolo. Fenomenale. E dietro il palco, il maxischermo che proiettava il vero Lucio durante i vari programmi di quegli anni. Video in bianco e nero, con Mina e company.

    Come direbbe Lucio, “tu chiamale se vuoi, emozioni.”

    Tante. E fortissime.

     

    Ed intanto cominciava il PesarHorrorFest, la solita annuale rassegna di letteratura e filmografia horror.

    Film nuovi, vecchi, cortometraggi, libri e presentazioni.

    L’unico film che abbiamo visto è stato “Dracula cerca sangue di vergine…e morì di sete”.

    Il titolo mi incuriosiva molto ed effettivamente è stato molto carino.

    Vecchio ma carino.

    Film datato 1974, con una trama quasi horror-comica.

    C’erano tanti altri film da vedere ma le cose da fare erano troppe.

    Qualcosa abbiamo dovuto sacrificare.

     

    Troppe cose, sì.

    Jazz Village, mostre fotografiche, gallerie artistiche,stand ludici con giochi di società, bingo, artisti di strada, animazione e cucina etnica, sfilate di moda e di cani..

    Ci siamo persi un concerto del batterista dei Deep Purple!

     

    La mattina, a dispetto di chi si alzerebbe a mezzogiorno, si scendeva a mare a prendere sole e conchiglie.

    Ogni tanto si sentiva un mio “ahi!” quando, sollevando i piedi, trovavo la pianta zeppa di conchiglie e cheline di granchio..

    A proposito di cheline di granchio!

    Ho trovato una chela di granchio enorme!

    Ma enorme davvero!

    Il problema è stato “conservarla” fino alla partenza.

    Emanava un odore necrotico di pesce che non avete idea.. secondo me la signora delle pulizie ha festeggiato quando ho lasciato la stanza..

    Dal mio canto, mi prendevo cura della chela quasi come se fosse un animaletto vivo.

    Cambiavo l’acqua dove era immersa ogni mattina e sera, ricoprendola di bagnoschiuma..

    Mica niente!

     

    E se avete sentito uno strillo di sera, beh, ero io che facevo un incontro ravvicinato con un ragno.

    Sul letto.

    Il mio.

    Ho provato a schiacciarlo con l’infradito.

    Ho errato mira.

    Risultato: la botta sul materasso ha fatto rimbalzare verso di me il ragno.

    Urlo disumano.

     

    Uno degli ultimi giorni m’ero messa in testa di voler andare a vedere l’alba sulla spiaggia.

    Detto fatto.

    Impostata la sveglia alle 6:00, il sole sorgeva alle 6:32.

    Il tempo di riprendermi, prepararmi e scendere giù.

    Ero ancora vestita come la sera precedente e quando è partita la sveglia con l’intro de Il cappellaio Matto dei Pelagus ed un “questo è un pezzo nostro!”, s’è alzato un “Statt’ zitt’ Castèèèèè!”.

     

    Di questa splendida vacanza ricorderò anche i fornitissimi e pazientissimi commessi del negozio di musica, che hanno assecondato ogni mio volere queenico.

    E han regalato a me un mini Japonese di Queen (album) e una bandiera degli Iron Maiden a Fabio.

     

    Ricorderò i kebab mangiati.

     

    Ricorderò i pomeriggi in bicicletta per il lungomare, tra vento, sole e bottiglie di thè.

     

    Ricorderò la cordialità e l’organizzazione di questa splendida città.

     

    Ricorderò la pisciata di quel mezzo punk nella fontana principale del lungomare. Quella fontana dove una bambina, pochi minuti dopo, giocava a schizzare gli altri. Ignara che stesse lanciando gocce di piscio.

     

    Ricorderò il relax e l’odore salmastro.

     

    Ricorderò le liti e tutti i frullamenti di pensieri consequenziali.

     

    Ricorderò l’argentino che tagliava la carne!

     

    Ricorderò le risate fatte da sola come una matta quando Andrea m’ha fatto notare che il “pesce fritto” scritto nell’sms, col mio T9 era diventato “pesce dritto”.

    Dando vita ad un sms così: “stanotte ho fatto la porca col pesce dritto”, alludendo alla scorpacciata di pesce fritto fatta durante la Notte Arcobaleno..

     

    Ricorderò una vacanza passata.

     

    Ricorderò Pesaro.

     

     

     

     

     

    August 04

    Nuova ossessione

     
     
    Tutto si muove, non riesco a stare fermo
    Tremando ti cerco in tutti i canali.
    È alta tensione ma senza orientamento.
    Sbandando ti seguo in tutti i segnali.

    Fuori controllo e ormai mi pulsi dentro.
    Sento il contagio di un’infezione.
    Senza ragione disprezzo ogni argomento,
    Ogni contatto, ogni connessione.

    Ti cerco perché sei la disfunzione,
    La macchia sporca, la mia distrazione,
    La superficie liscia delle cose,
    La pace armata, la mia ostinazione.

    Senza frizione piloti il mio tormento.
    Sbandando ti cerco in tutti i canali.
    Fuori visione dirotti il mio buonsenso,
    Non c’è più pace o consolazione.

    Ti cerco perché sei la disfunzione,
    La macchia sporca, la mia distrazione,
    La superficie liscia delle cose,
    La pace armata, la mia insurrezione.

    Oggi il suo futuro anteriore trasmette solo prospettive allarmanti
    E in casa lo rinchiuderà, sintonizzato su ossessioni imperanti.

    Oggi il suo diagramma del cuore è schermo piatto in nebulose stagnanti:
    Forse è così che resterà o forse sta per decollare e inventarsi una

    Nuova ossessione che brucia ogni silenzio,
    Dammi solo anestetici sorrisi e ancora
    Nuova ossessione corrodi ogni momento
    Sei la visione tra facce da dimenticare.
    Nuova ossessione e ormai ci sono dentro,
    Dammi solo anestetici sorrisi e una
    Nuova ossessione perché mi trovo spento
    Senza illusioni tra facce da dimenticare.

    Nuova ossessione
    Nuova ossessione
    Nuova ossessione
    Sei la visione tra facce da dimenticare
     
     
     
     
     
     
    ... Perchè per qualche giorno, la settimana scorsa, ho fatto sempre lo stesso sogno. O forse non era tale.
    Dejavù.
     
    Blitch...
    Alvarez...
     
    ... un cervo leso...
     
     
    Non chiedetemi altro.
     
     

     
    July 10

    News of the world

     
     
     
    Signori miei cari,
    mi ritrovo dopo taaanto tempo a scrivere nuovamente sul blog.
    Svariati son stati i motivi che m'han allontanato da qui, non tutti negativi. O forse nessuno d'essi.
     
    In questi mesi, beh, non è successo nulla se non queste cose:
     
     
     
     
    1- Finalmente mi son del tutto disintossicata dai giochi di ruolo che mi portavo dietro da circa 3 anni. Mi han fatto passare sere meravigliose, conoscere persone splendide e fatto sognare ad occhi aperti. Ma, strano dirlo io, c'è un tempo per ogni cosa.
     
    2 - Ho cominciato a scrivere sul Forum di QueenItalia e chiunque mi conosca un minimo, sa che per me è l'apoteosi.
    Se devo sprecare parole e ragionamenti (pigra fino all'osso!), beh, lo faccio con chi ama i Queen ed è cresciuto in modo simile a me.. Inutile dire che amo letteralmente quel sito, quel forum e chiunque viva su esso.
     
    3 - Ho conosciuto una Tribute Band dei Queen, chiamata Pelagus. Son originari della provincia di Caserta ed è inutile dirvi che ormai son diventata la loro groupie, li seguo praticamente ovunque!
    Prima amavo la musica che omaggiavano, poi anche la loro, di musica. Infine, mi son scoperta innamorata anche di loro! Grandi Pelagi!
     
    4 - Ho conosciuto dal vivo alcune persone che virtualmente (sempre grazie ai Queen) avevo incontrato sul web.
    Debbie e Lau.
     
    5 - Il 26 settembre la sottoscritta sarà a Roma, al Palalottomatica, per assistere ancora una volta, dopo 3 anni, ad uno show dei Queen.
    Jooooooohn! Dove seiiiiiiiiii?  T_T
     
     
     
     
     
    Per il resto, zuccherini miei, la vita continua.
    Bella o brutta che sia, una ne abbiamo.
    Just one life.
    March 20

    Il mio grande Totò.

     
    Signori e signore, non ho nulla di particolare da dirvi.
     
    Ma vagando per il web, ho trovato questa poesia, nonchè un divino componimento poetico del magnifico Antonio De Curtis, in arte Totò.
    In un suo film, intitolato " Il più comico spettacolo del mondo", Totò è un artista circense, lavora in un circo ed il suo unico scopo è far ridere gli spettatori.
    Ma poco prima o poco dopo lo show, egli si concede una preghiera, rivolta al protettore dei circensi.
    Queste le sue parole:
     
     
     
    " Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo. Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini. Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore. Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri. "
     
     
     
     
     
    Ragazzi, non ho parole.
    Ciao Totò, ovunque tu sia sappi che sei sempre riuscito nel tuo intento. E lo fai tutt'ora. Grazie.
     
    February 27

    Succede solo da Mc Donald!

    Dolci amebe che leggono il mio blog,
    oggi voglio raccontarvi una cosa che, al momento del fatto, ripetevo di volerla scrivere qui sopra. E ridevo.
     
     Martedì sera.

    Chesifachenonsifa… McDonald!

     

    Ma sì, ho anche i buoni per prendere due menù a € 7.90…

    Andiamo!

    Così Fabio ed io ci avviamo verso la grande M rossa.

     

    Poca fila ai banconi, è relativamente presto.

    Contiamo di mangiare in fretta, così da dedicare il resto della serata a giretti vari.

    Che ideona anticiparci sugli altri! Abbiamo tutti i tavoli disponibili, senza bambini che ti passano tra le gambe mentre mangi..”

     

    Felici e soddisfatti, facciamo le nostre ordinazioni.

     

    FabioAllora, un McMenu McChicken più un McMenù McNuggies, come da buono. Anziché la Cola, metteteci il thè al limone. Ad entrambi i menù. Inoltre un Tirolese con patatine Vertigo e Sprite..”

    Poi s’avvicina a me e mi bisbiglia “Amò, come sempre diciamo che abbiamo altre due persone in auto che mangiano..”

    Lo dice sempre, per giustificare la nostra ingordigia.

    Due persone normali non ordinano 3 menù completi. Senza considerare i gelati, eh…

     

    Mentre la tipa prepara i vassoi, vedo che nel bicchierone dove doveva stare la Sprite, c’è qualcosa di scuro.

    Ora due son le cose: o è Sprite torbida o è tutt’altra bevanda.

    Anto: Amò, ma questa non mi pare propriamente Sprite.. Leva il coperchio dal bicchiere e vedi che roba è..”

    Fabio: “Eh, effettivamente è una Cola…”

    Anto: “ E diglielo alla scema, mettila a figura di merda!” Ci godevo..ghgh..

    Fabio: “Eh, sta dormendo, questa..”  Poi rivolto alla McDonaldina “ Ehm..comunque avevo chiesto la Sprite..”

    E lei:Sì, è Light..”

    Anto: “ Amò, questa ha capito Light per Sprite..”

    Fabio:Light? Sprite!” ripeteva alla tipa.

    Anto: “ Vabbè, amò, è rincretinita, fa nulla…Tanto ti piace anche la Cola..

    Ma lei ha rincarato la dose: “La Sprite è finita ecco perché ti ho dato la Cola.”

     

    1-     chi ti ha detto che volevo la Cola, scegli tu per me?

    2-     Chi ti ha detto che la volevo, per giunta, Light?

    3-     Non dire caxxate.

     

    Al che ho detto a Fabio di mostrarmi lo scontrino, perché ero convinta che avesse proprio battuto Light e non Sprite. Prima di vedere se la Sprite ci fosse o no.

    Come volevasi dimostrare, lo scontrino portava Cola Light.

    La rincretinita si voleva solo parare il culo. Ma che caxxo le costava dire “Oh, ho capito male. Ora ti fo la Sprite.”

    Ma vabbè.

     

     

    Così, la tipa, ha finito di riempire i vassoi, facendo cadere tutte le patatine sull’unica parte di vassoio senza salvietta.

    La sottoscritta che implorava Fabio durante il tragitto fino al tavolo scelto “ Salva il salvabileeeee”..

     

    Messi a tavola, ho agguantato i due bicchieri dei McMenù. Avevo una sete assurda ed una voglia di thè esagerata.

    Siccome sono una camionista, non bevo dalla cannuccia ma direttamente dal bicchierone.

    Scoperchio uno di questi e…Cola!

    COLA!

    Tesò, è Cola pure questa!” dicevo a Fabio, guardandolo fisso.

    Svelta scoperchio pure l’altro. “ E pure questa! Due Cola! E con la tua, son tre!”

     

    Fabio prende entrambe le Cola dei Menù e va a riportarle al bancone.

    Lo vedo tornare soddisfatto e sorridente.

    Con i bicchieri di thè in mano.

     

    Bevo, per prima cosa. Poi comincio a rubare le Vertigo da Fabio.

    Fabio.

    Il quale viso assume un’espressione così buffa da farmi rischiare di affogarmi col thè.

    Che altro c’è, tesò?” chiedo io sorridendo.

    C’è che quella deficiente m’ha dato il Big Mac anziché il McChicken..”

     

    Non so come abbia fatto a non ridere tanto da far girare mezza sala e chi mi ha fermato da andare al bancone a dire alla McDonaldina “ Ahò, cosa…scètat’ prima di venire a lavorà..Stiamo mangiando a rate, sa’..”

     

    Dopo mezz’ora di andirivieni tavolo-bancone, pare che tutto sia a posto.

    Anche perché la fame c’avrebbe fatto mangiare pure le sedie di tavolino.

     

    Finita la pappa, mi alzo per andare a prendere i gelati.

    Accuratamente, seleziono il personale.

    Accuratamente evito la rincoglionita.

     

    Un ragazzo, stavolta, dientro il bancone.

    Svelto.

    Sveglio.

    Capace. Credevo.

     

    Ma cazzarola, ma che ci vuole a riempire una coppetta di fior di panna che esce dal distributore di creme?

    Mh?

    L’unica loro abilità sarebbe far riuscire quella forma conica, diciamo. Dove sopra mettere lo sciroppo scelto.

    Non credo ci voglia la laurea per farlo.

    Mentre l’ominide prepara i gelati, mi volto verso il tavolo con Fabio, per sorridergli.

    Torno a guardare il vassoio con i due gelati pronti.

    Non sapevo se ridere o se piangere.

    Davanti a me due coppette completamente bianche fino sopra, con una pozzanghera di sciroppo che cadeva dalle pareti delle coppette.

    Due Sundae mai visti prima.

    Abbiamo riso per mezz’ora.

     

    “E questa serata va raccontata dritta dritta sul blog!”, mentre mangiucchiavo un bicchiere sano di panna sporca di caramello.

     

    Sì, cari miei.

    Succede solo da McDonald.

     

     

    January 29

    Quando l'effetto fumogeno svanisce...

     
     
    Tutto mi si sta aprendo davanti gli occhi.
    Come quando un banco di nebbia si dissolve rapidamente davanti la tua vista.
     
    Sto osservando la vita altrui.
     
    Sto vedendo l'evoluzione dei miei contatti, dei miei rapporti.
     
    Un regista fissato per me, che son riuscita a scrollarmi via di dosso dopo anni, con insulti crudi e vaffanculo vari.
     
    Uno pseudo amico che "Ci sei? Ci vediamo? Non ci sei? Frega nulla!"
     
    Un altro a cui voglio un bene dell'anima ma con cui non riesco ad intraprendere un discorso serio.
     
    Un altro che è fintamente e forzatamente pessimista. Ma che, secondo me, non s'è mai fatto un giretto negli ospedali.
     
    Un altro ancora che quando è in vena ti parla, quando no t'ignora. Poi si scusa. Poi ti ignora nuovamente, poi si scusa. Poi ti ignora...
     
    Un altro che s'ostina a dire che è una persona onesta e sincera ma che, a mio modesto parere, è più illusionista di Copperfield.
     
     
     
     
    Solo maschi cito, dite?
    Beh, principalmente sono i maschi che tentano in tutti i modi di farmi sentire importante e speciale.
    Le ragazze che si spacciano per mie amiche, invece, sono meno ipocrite. Alcune.
    Trovi quella che non ti contatta dal 1912, perchè magari non le servi più.
    Come trovi quella che fa "miao, gattina, cucciolina, tesorina bella, smuack!" e che al secondo rigo chiudo la finestra msn.
     
     
    E poi, nella mia vita, ho trovato gli angeli.
    Quelli che non durano una giocata, un'uscita, un cinema, una pizza.
     
    No, durano un' Eternità.
     
    E solo ora, guardando a nebbia scomparsa, li ho ritrovati.
     
    Tipo nel caos dei fumogeni.
    Prima dell'attivazione d'essi c'erano 3693038 persone.
    Fumogeno.
    Rimangono pochissime persone.
    2.
     
    Fabio ed Alessio.
     
    Non potete essere veri.
    Ma per fortuna ci siete.
    E fate felice me, eterna incontentabile.
    Grazie.
     
     
     
     
    January 07

    Deep impact

     

     

    Avete presente l’adrenalina che vi sale alle stelle quando siete sulle montagne russe?

    Che poi, pensateci, perché sale?

    Semplice.

    Per il rischio che correte.

    Un’eventuale avaria del macchinario vi potrebbe causare dal graffio più insignificante alla morte.

    E lì gioca l’adrenalina.

    La paura, mano nella mano con la quasi certezza che nulla può accadere. È solo una giostra.

     

    Per l’incidente è più o meno la stessa cosa.

    Solo che pochi istanti prima che accada, non pensate “Uh, che bello! Fammi godere questi momenti, tanto al 99% non mi faccio nulla, non succede nulla!”

    No.

    La testa ragiona un po’ diversamente, negli istanti che precedono di poco il sicuro impatto.

    Sì, qualcosa come “Ommioddio, fa che sia il meno doloroso possibile.”

    Ed è esattamente quello che ho pensato sabato, nel tardo pomeriggio, quando due automobili si sono scontrate violentemente a causa dell’asfalto da poco bagnato di pioggerella.

    In una delle automobili c’eravamo io (lato passeggero) e Fabio (lato guida).

     

    La pioggia.

    Una sbandata.

    Il violento urto.

     

    Qualche istante prima stavamo entrambi mangiucchiando qualcosa dalle rispettive “calze della Befana”. Risa. Rumore di scartamenti vari. Profumo di cioccolata.

     

    Io, di punto in bianco come amo sempre intraprendere i discorsi..: “Amore, per me i volatili più belli sono i rapaci. Precisamente le civette ed i gufi. Ma sì, vuoi mettere lo sguardo di un gufetto con quello di un insulso uccellino? Nel passerotto, tesò, non vedi nulla! Una testolina, due occhi che manco si vedono ed un beccuccio scemo. Il gufo e la civetta no! E pure il barbagianni! Ma son splendidi veramente! Amore, che poi molti popoli hanno parecchi pregiudizi riguardo a ‘sti tre animaletti. Chi dice che il canto del gufo porta bene, chi dice che il pianto della civetta è segno di cattivo presagio e…”

     

    In quel dannato istante sento la voce di Fabio piena di paura come mai, che gridava “Oh oh oh oh! Che cazzo fa?!”

     

    Il tempo che alzo gli occhi dalla cioccolata, per riportarlo sulla strada e vedo questa automobile che par venirci addosso.

    Sterziamo noi, sterza lui.

    Si prova ogni modo per evitare l’impatto ma…

    Nulla.

    Impatto fu.

    E forte.

    Prevedendolo, ho istintivamente teso le braccia avanti a me, come a voler riparare il mio corpo. Sapevo che la Micra non prevedeva l’airbag a lato passeggero.

    Tendo le mani. Stringo i pugni per timore di qualche danno alle dita.

     

    Attimi di silenzio e il forte sparo dell’airbag di Fabio.

    Rumore assordante.

    Rumore di vetro.

    Rumore di lamiere accartocciate.

    Se ci penso ancora non ho realizzato d’averla avuta salva in quel forte urto.

    Ok, sarò tutta un livido, avrò contusioni al petto, schiena, spalle e braccia.

    Ma sono viva.

     

    Ho riaperto gli occhi, l’istante dopo l’impatto.

    La prima cosa che ho pensato: “ sono viva.”

    La prima cosa che ho fatto: mi son girata verso Fabio per assicurarmi che stesse bene e l’ho visto bloccato tra l’airbag che piano si sgonfiava e il sediolino.

    La prima cosa che ho detto: “…ne.”

    Quel “..ne” era un “bene”, risposto con la bocca priva di saliva.

    Era un  “bene” tradotto”sono viva”.

    Era un “bene” ma è uscito solo un “..ne” perché lo spavento ed il reale colpo al petto non m’han permesso di pronunciare la prima sillaba, nonostante la mia bocca c’abbia provato.

     

    Sta uscendo il fumo dal motore, esci! Esci! Amore esci subito!”

    Era Fabio che temeva non so cosa, una esplosione suppongo. C’era un odore di bruciato che non si sopportava e il fumo che usciva dal cofano accartocciato.

     

    E qui una nota d’attenzione per la mia reazione.

    Qui la sequenza delle mie azioni:

     

    1)      Spengo la radio.

    2)      Apro la portiera.

    3)      Do un calcio alla portiera e la sblocco.

     

    Non avete letto male.

     

    Per mia abitudine, solitamente,  dato che amo i Queen che voi manco immaginate quanto, spengo la radio quando non s’ascolta. Come se non volessi che Freddie cantasse inutilmente. Come se non volessi perdere neppure una sua parola od una loro nota.

     

    Ho spento la radio e ho aperto la portiera. La quale era bloccata benché l’urto è avvenuto dalla mia parte, prevalentemente.

    Con un calcio femminile come solo io so essere, ho spalancato di botto la portiera.

    Son uscita e Fabio era già accanto a me, ad abbracciarmi per rassicurarmi.

     

    E lì mi son accorta che nulla era fratturato e che, dolore allucinante a parte, non sanguinavo né altro.

    E lì mi son accorta quanto amore provi per me Fabio.

    E lì mi son accorta di quanto breve possa essere la vita.

     

    December 28

    Odore di freddo

     

    Ragazzuoli miei, innanzitutto tanti auguri per un soddisfacente e appagante 2008.

    Stavolta voglio parlarvi della mia “interpretazione” dell’odore di freddo.

    Ovviamente, il freddo non ha odore. Il freddo è uno stato climatico, indi, come tutto ciò di “surreale”, non ha odore.

    Ma per me sì.

    Ve lo descrivo.

     

    L’odore di freddo è odore di caldarroste. Quell’odore di qualcosa che si cuoce su ferro rovente. Odore di quel “cuppolino” che ti vendono (vorrei dire anche <<a caro prezzo>> , ma questo rovinerebbe la poesia di quello che sto dicendo U_U ) all’angolo della strada.

    Odore del fuoco scoppiettante del camino, dove le castagne prendon cottura.

     

    L’odore di freddo è odore di camini accesi. Quell’odore di bruciato che si sente specialmente quando l’aria è particolarmente pungente.

     

    L’odore di freddo è odore di brodo. Quello buono, però. Quello che chiedevo a mia madre quando ero piccola, tornando da scuola durante le giornate temporalesche.

     

    L’odore di freddo è odore d’una particolare pittura, o meglio dire colori acrilici. Quell’odore che mi portavo dentro tutta la giornata, dopo 4 ore di Educazione Plastica a scuola. Quando tornavo a casa, infreddolita ed affamata, pensando al soggetto che avrei potuto proporre per il prossimo disegno.

     

    L’odore di freddo è odore di polvere. Quella polvere che trovavo dopo un anno sulle scatole contenenti le mie amate palline di Natale o il presepe. Quell’odore che pareva non infastidire mai.

     

    L’odore di freddo è odore di panni puliti, profumati, appena ritirati dal balcone. E poi quell’odore accentuato per merito del calore del ferro da stiro. Da bambina, dopo i compiti grammaticali che amavo, mi accomodavo sul pavimento, con un cuscino sotto il popò, tanto per isolarmi dal freddo della mattonella. Restavo davanti la tv che trasmetteva con una quasi giovane Iva Zanicchi “Ok il prezzo è giusto”, giocando con le svariate Barbie o con le macchinette da schiantare contro il battiscopa. Spesso mettevo su la musicassetta di Kiss Me Licia, sempre mentre mia madre guardava la tv, stirando. Ma lei sopportava e mi sorrideva. Quanto la amo.

     

    L’odore di freddo è odore di tutto ciò che abbiam vissuto quando siam stati vittime dei brividi di freddo, appunto.

    Il freddo è come un profumo o un suono.

    A questo si associa quello…

     

    E, personalmente, amo il freddo.

    November 20

    Danza lenta

     

     

     

     

                Danza lenta

     

     

    Hai mai guardato i bambini in un girotondo?

    O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?

    O seguito mai lo svolazzare di una farfalla?

    Od osservato il sole allo svanire della notte?

     

    Percorri ogni giorno in volo?

    Quando dici "come stai?" ascolti la risposta?

    Quando la giornata è finita ti stendi sul letto con centinaia di questioni successive che ti passano per a testa?

     

    Hai mai detto a tuo figlio "lo faremo domani"  senza notare, nella fretta, il suo dispiacere?

    Mai perso il contatto con una buona amicizia, finita perchè tu non hai mai avuto tempo di chiamare e dire "Ciao"?

     

    Quando corri così veloce per raggiungere qualche parte, ti perdi la metà del piacere di andarci.

    Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto... gettato via. 

     

     

     

    La vita non è una corsa.

    Prendila piano.

    Ascolta la musica.

     

    Faresti meglio a rallentare.

    Non danzare così veloce.

    Il tempo è breve.

    La musica non durerà.

     

    November 15

    Dedicato a chi c'era...

    Noi che ci divertivamo
    anche facendo `Strega comanda color.`.

    Noi che
    facevamo `Palla Avvelenata`.

    Noi che giocavamo regolare a `Ruba Bandiera`.

    Noi che non mancava neanche `dire
    fare baciare lettera testamento`.

    Noi che i pattini avevano 4 ruote

    e si allungavano quando il piede cresceva.

    Noi che mettevamo le carte da
    gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

    Noi che chi lasciava la scia
    più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

    Noi che `se ti faccio fare un giro con la bici nuova

    non devi cambiare le marce`.

    Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d`aria
    mettendole in una bacinella.

    Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c`era l`amico in casa.

    Noi che facevamo a gara a chi masticava più big-babol
    contemporaneamente.

    Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai
    attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci
    mettevamo le dita in bocca.

    Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano
    per tutta casa.

    Noi che dopo la prima partita c`era la rivincita, e poi la
    bella, e poi la bella della bella. (pure mo`)

    Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva
    con le mani non era fallo.

    Noi che giocavamo a `Indovina Chi?` anche se conoscevi tutti i
    personaggi a memoria.

    Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era
    sempre Domodossola)..

    Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l`album
    Panini.

    Noi che avevamo il `nascondiglio segreto` con il `passaggio segreto`.

    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci
    toccava riavvolgere il nastro con la penna.

    Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

    Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
    (Goldrake, ovvio..)

    Noi che guardavamo `La Casa Nella Prateria` anche se metteva
    tristezza.

    Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
    formaggino.

    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

    Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
    terrazzo.

    Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare
    al compagno.

    Noi che si andava in cabina a telefonare.

    Noi che c`era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca
    Cola con l`albero.

    Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.

    Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i
    nostri compagni di classe.

    Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
    dormire tardissimo.

    Noi che guardavamo film dell`orrore anche se avevi paura.

    Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

    Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
    sorridenti.

    Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 16.

    Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

    Noi che quando a scuola c`era l`ora di ginnastica partivamo da casa in
    tuta.

    Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

    Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te
    ne dava due.

    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
    era il terrore.

    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

    Noi che internet non esisteva.

    Noi che però sappiamo a memoria `Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati
    Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani
    (allenatore Bearzot)`.

    Noi che `Disastro di Cernobyl` vuol dire che non potevamo bere il latte
    alla mattina.

    Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
    carta del pane che si impregnava d`olio.

    Noi che non sapevamo cos`era la morale, solo che era sempre
    quella.. fai merenda con Girella..

    Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

    Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

    Noi che però sapevamo che erano le 16 perchè stava per iniziare BIM BUM
    BAM.

    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c`era Happy Days.

    Noi che il primo novembre era `Tutti i santi`, mica Halloween.


     Che fortuna esserci stati...


    November 12

    La morte v'ha sfiorato?

     
    Per voi, caVi miei, uno dei miei psicolabili quesiti:
     
     
    Quante volte avete abbraciato la morte? Si, voglio dire..
     
    Non intendo quante volte avete RISCHIATO la morte, no.
    Ma quante volte siete stati praticamente miracolati!
    Quante volte eravate spacciati davvero?
     
     
    Ve lo domando perchè io..beh...la bellezza di 6 volte!
    Ve le narro brevemente:
     
     
    1- a pochi giorni di vita, quando ero nel nido dell'ospedale. Qualche puericultrice non ha usato l'igiene dovuta, attaccando a tutti i bambini del nido la salmonella, me compresa, portata all'interno della struttura ospedaliera da un gruppo di neonati d'un paese vicino.
    Nella stanza del nido c'erano corca 10 bambini.
    9 maschi.
    1 femmina. Io.
    L'unica superstite.
    In età neonatale, le difese maschili son inferiori a quelle femminili. La mia lotta contro la morte è andata a buon fine, a differenza degli altri 9.
     
     
     
    2 -  A pochi anni di vita, mentre mordicchiavo la crosta di pane per mettere i dentini, un pezzo m'è scappato dalla presa e m'è andato dritto dritto in gola. Se non era per papà che, con sangue freddo, mi percuoteva a testa sotto, col caxxo che riprendevo colore. Per una decina di secondi son stata senza respiro.
     
     
    3 - ero in un campo scout. Durante un'uscita di squadriglia, la sottoscritta non si limita a camminare cautamente lungo lo stretto sentiero sterrato ma saltella come una cretina, guardando in aria a contemplare le punte più alte degli alberi che costeggiavano il cammino. Fu così che, mettendo il piede su un masso liscio, son scivolata fuori dal sentiero.
    Qualcosa mi tirava giù.
    Forse una discesa troppo ripida, pensai.
    Scendevo in fretta, però.
    M'aggrappai ad un'ortica (pensa tu!) e facendo appello a tutte le mie forze, mi riportai sul sentiero, con gesti sconnessi come chi sta uscendo dalla piscina dal bordo e non dalle scalette. La posizione era la stessa.
    Fu allora che realizzai che praticamente, la cosa che mi tirava giù era la forza di gravità...
    ...ero penzolante. Sotto di me un dirupo roccioso.
    Ho detto tutto.
     
     
    4 -  Operata d'urgenza con la febbre a 42°C a causa di un megacolon tossico. Poche ore e sarei andata a far compagnia a Freddie... E manco mi sarebbe dispiaciuto tanto, eh...Ma non c'è fretta, lui m'attende U_U
     
     
    5 -  Strada di montagna. Ghiaccio sull'asfalto. Il mio ragazzo d'allora stava aprendo il garage per riporre l'auto all'interno. Notte.
    Io resto in auto per non soccombere al freddo. L'auto perde aderenza e comincia ad andare all'indietro, in direzione del bordo strada del tornante, dato che l'auto era perpendicolare alla strada. Il mio terrore mi immobilizzò. Pensai di tirare il freno a mano ma non lo feci, per timore di aumentar il danno. Lui invece ne ebbe velocità e forza, saltando dentro l'auto e tirando, appunto, il freno a mano. Come in un film, poi, mi prese per mano e mi tirò fuori dall'auto. Ma non fu necessario, l'auto s'era già stoppata. Guardai giù e rabbrividii.
     
     
    6 -  Estate 2003, mi pare. Riccione. Sempre la volpe d'una sottoscritta, compra un'orca gonfiabile. Quelle enormi da cavalcare.
    Furbescamente decido d'utilizzarla con il mare mosso e la bandiera rossa.
    Dopo pochi attimi che cavalcavo, girandomi, mi accorsi d'essermi allontanata troppo dalla riva e dai miei amici. Un'onda mi fece scivolare dall'orca. Invani i tentativi di risalirci. Non toccavo terra. Ho annaspato per un pò, certa di farcela. La stanchezza cominciò a farsi sentire, facendomi quasi abbandonare in balia delle onde più forti di me.
    Un ragazzo lì vicino mi vide e mi chiese se avessi bisogno d'aiuto.
    Mi limitai a sorridere. Anche perchè se avessi aperto bocca, avrei bevuto.
    Pensai solo: "che domanda scema, secondo lui che sto facendo, la danza del ventre subacquea? =.=' "
    Mi prese per mano e mi tirò verso la riva, finchè non si fosse accertato che toccassi.
    Grazie, sconosciuto. Grazie ovunque tu sia.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    E non consigliatemi Lourdes!   ^______________^
     
     
     
    November 08

    Tutta colpa di un caldobagno!

     
    Il problema è sempre quello...
    Penso una cosa, la scrivo mentalmente e poi..da allora a che la potrò davvero scrivere, passano almeno 8 ore...Ovvio che l'effetto e l'enfasi con la quale scrivo, non è la stessa.
    Ma ci provo, ovvio anche questo.
     
    Ero in bagno, stamattina, seduta sul bordo vasca in attesa che lo pseudo caldobagno mi facesse riprendere colore e funzioni vitali, interrotte dal freddo impattopassaggioteporecopertegelostanza.
    Insonnolita ed infreddolita, guardavo nel vuoto.
    Il freddo mi ha fatto riaffiorare alcuni ricordi.
    Il freddo.
    Mi è apparso, davanti gli occhi mentali, un ricordo. Forse il più dolce.
    L'istante dopo, svanito questo, m'è apparso un altro momento di vita infantile. Forse il più doloroso.
    Piccoli attimi, piccole scene, nulla di lungo e complicato.
     
    Il secondo era ambientato a casa di un mio compagno di classe delle elementari, uno dei pochi al quale ero molto legata. Nico. Festa a casa con tutti i compagni di classe. Atmosfera solita: palloncini, patatine (mai mangiate perchè gli altri bambini si ficcavano le mani in bocca <.< ), torte, radio che trasmetteva le sigle dei cartoni animati (quelli veri e tristi, non quelle puttanate come Dragon Ball e simili..Ma questa è un'altra storia..), regalini, etc.
    Tutti i bimbi seduti a terra, in circolo, con il fido piatto di robaccia e bicchiere di coca cola.
    Feci l'impossibile per capitare accanto al più carino della classe, quello biondino. Il torinese.
    Ci capitai.
    Un insetto
    Un indefinito insetto aveva palesemente puntato le mie gambe incrociate. Non mi mossi ma lo tenni sott'occhio. Finchè l'insetto valicò i limiti da me preposti. Uno scatto delle gambe, per allontanarlo.
    L'insetto saltò poco più distante. Praticamente sulla maglia del bambino carino accanto a me.
    E come l'insetto, anche la mia coca cola.
     
    Non vi dico l'imbarazzo.
     
    "Scusami, non volevo, non l'ho fatto apposta" furono le mie parole farfugliate verso il bambino, mortificata ed imbarazzata allinverosimile.
    La sua risposta?
    "Non chiedere scusa a me, dovresti chiedere scusa al mondo intero per essere nata!"
    Vi giuro che in 8 anni di vita, mai mi venne detta cosa tanto dolorosa.
    La mia reazione fu l'immobilità. Non so che fine abbia fatto l'insetto, ma so che in quel momento sono uscita dal cerchio, ormai infranto per colpa mia, e mi son andata ad accucciare in un angolo, nel vero senso del termine, tra il battiscopa e la tenda.
    Piangevo ma, ovviamente, di nascosto di tutti.
    Un solo singhiozzo m'avrebbe reso ancora più zimbello di quanto avessi già fatto da sola.
    Un autogol.
    Cornuta e mazziata.
     
    Il primo ricordo è senza dubbio dolcissimo.
    Un Natale. Splendido. Uno dei tanti.
    Casa precedente, salone enorme.
    Tutto pronto per il 25, per il quale mancavano pochissimi giorni. Un paio,forse.
    Albero sintetico abbellito, come da tradizione della mia famigliola, con tante palle o decorazioni diverse.
    Una per ogni anno da quando mamma e papà si son sposati.
    Quella rossa.
    Quella a forma di babbo Natale.
    Quella gialla con il pungitopo vicino.
    Quella...vabbè, mica vi racconto ogni palla mò...Che palle! >.<
    A me è sempre piaciuto scrivere, così ogni anno facevo qualche dolce bigliettino natalizio. La mano artistica ce l'ho, quindi veniva sempre qualche bel gioiellino.
    Quell'anno, quel Natale, quel pomeriggio, scese da me la bambina pestifera del piano di sopra.
    Con tutto l'intento di rompermi le bambole. E le palle. E non quelle di Natale.
    Quel pomeriggio si accovacciò vicino l'abete, che in quel periodo era il fulcro della casa e il mio "rifugio" caloroso e familiare.
     
    Adoro guardare le luci intermittenti, meglio se colorate. Ne restavo incantata.
     
    Mi disse qualcosa come "fammi giocare con qualcosa, fammi vedere qualcosa di nuovo.."
    E di tutta risposta, io allungai il braccio verso l'abete, precisamente verso un ramo sul quale avevo appeso il mio bigletto d'auguri artigiano, il mio breve scritto.
     
    Guardò il disegno sulla prima facciata. Sorrise ma nulla disse. Piccolo sbuffo, quasi.
    Aprì e ne lesse il contenuto.
    Rigo dopo rigo, la sua espressione mutava.
    Finchè buttò per terra il biglietto e mi abbracciò.
    "Mi fa piangere quello che hai scritto!"
    Corse a casa a chiamare la sorella, affinchè scendesse a vedere cosa avessi scritto.
    Il giorno dopo mi invitò a comprarmi un pelouche come il suo (e tra bambine è cosa rara!).
    Diventammo amiche.
     
     
     
     
     
    Una porta si apre. Una folata di freddo m'accarezza le gambe nude. Mia madre che entra in bagno e mi ricorda che se non mi muovo, farò tardi a lavoro.
    Torno in me, dopo questo breve viaggio mentale.
     
     
    Tutto per un banale caldobagno.
     
    October 30

    Gotixy 666 (Galaxy 999 reprise)

    Il treno aveva ripreso il suo cammino da qualche minuto, lasciandosi alle spalle la stazione di Cancello.

    Di fianco a me, il classico signore impettito, pronto ad affrontare un altro giorno di lavoro..Eccolo, lo osservo con la coda dell’occhio..Vestito da un completo di giacca e pantalone a fitti quadrettini verdi su sfondo marroncino. Ai piedi la classica scarpa da signore…Sulla punta del suo naso a patata, è da poco scivolato un paio d’occhiali da vista, modello mezzaluna. Ma c’è una cosa, un elemento di costui che mi colpisce. Ma mi colpisce proprio in senso fisico, come un pugno in pieno stomaco. È nientepopodimenoche…il suo dopobarba. Oddio che odore marcato!

    O ne ha fatto immenso abuso o, semplicemente, è proprio l’aroma ad essere intenso.

    Smetto di guardare il mio vicino di sediolino, quasi forzata, come se distoglierne lo sguardo potesse diminuire quel puzzo di fiore marcio. Ma vista ed olfatto sono due sensi diversi,ahimè.

    Chino il capo, riponendo il walkman nello zaino..

    Avrei ancora tanta voglia di musica, sono una perenne affamata di essa ma…Con quel che costano le batterie, è meglio se faccio la parsimoniosa e utilizzo il lettore cd solo in caso di fredda solitudine..O quando non vale nemmeno la pena di aprire il mio Stephen King, per quanto è breve la tratta da percorrere.

    Ma ora come ora, perché consumare batterie, rischiando pure di rimanerne sprovvista nel momento del bisogno, quando ho una buona mezz’ora per finire questo librone? È interessante, amo il genere horror…Inoltre son rimaste solo 8 pagine, le riesco a divorare tranquillamente, prima che il treno faccia la sua ultima fermata nella stazione di Napoli.

    Eppure..riponendo il walkman, non è il libro che agguanto. E null’altro, in quanto non ho ulteriori svaghi, nello zaino..Eh, mica porto dietro un luna park…

    E allora? Se non hai di meglio da fare, perché non finisci ‘sto benedetto Desperation?

    Come perché? Perché è salita una signora dall’aria molto seriosa e da una robusta corporatura, che prende posto al sediolino dinanzi a me, firmando così, inconsciamente, la sua condanna..ghghgh…

    Accomodatasi e sistemata la sua borsa, poggia il faccione sul palmo della mano sinistra e si concentra sull’ambiente che le appare fuori il finestrino…Oppure nulla a che fare con la concentrazione, semplicemente guarda le rapide immagini che le scorrono sotto gli occhi. Quegli occhi che io non ho opportunità di criticare (non necessariamente in modo negativo, eh..), in quanto coperti da lenti rotonde e scure. Molto scure. Nere, direi.

    Nere come ogni altra cosa lei abbia indosso.

    Dalla magliettina evidentemente a contatto con la pelle, in quanto sottostante il maglione nero abbondante, al pantalone..Dalla borsa alle calzature..Dal bracciale al ciondolo..

    Sissignore, è vero che certe cose vanno abbinate (bracciale-ciondolo, borsa-scarpa), ma in genere c’è sempre qualche altro colore che spezza. Non ci si veste mai totalmente di nero. Manco i dark!

    A meno tu non sia un ladro (tipo Diabolik) od un becchino..

    Il viso è poco curato, in quanto la pelle appare secca e leggermente screpolata. Totale assenza di trucco, per quello che riesco a vedere. Gli angoli della bocca sono morfologicamente all’ingiù.

    Senza alcun dubbio, non sprizza allegria da tutti i pori… Tutt’altro.

    Sciolgo le briglie della mia fantasia..

    Ma si!

    Come ho fatto a non pensarci prima?

    È  una becchina!

    Dunque dunque, costei è una becchina. Si sta dirigendo a lavoro, in un cimitero di qualche paesino nell’interland napoletano…E lì, si sa, di lavoro cimiteriale che n’è e pure tanto..

    Ma ecco, si muove.. (vabbè che lavora tra i defunti, ma lei è viva!)…Cioè..intendevo dire..Si è decisa a cambiar posizione..Rovista nella sua borsa..Carte e cartuscelle…Magari appunti…Mi sembra quasi di leggerli..è solo la mia fantasia, me ne rendo conto..Ma immagino leggere i suoi pensieri mentre contempla i fogli.

    Immagino fogli bianchi, senza righe o quadretti, senza impostazioni o intestazioni..Un classico fogliettino…La scrittura la immagino manuale, rigorosamente con inchiostro nero..ghgh…

    E legge…”Uhm…Cose da fare oggi: pulire il loculo num 64, situato nell’ala 3, corpo F, secondo piano….Duplicare la chiave della cappella della fam Rossi…Sostituire luce perpetua del defunto Tal de’ Tali..”

    Uddio…strano a dirlo ma…che ridere!

    Nel mentre del mio simpatico quanto macabro pensiero, il passeggero accanto a me, ch’io ho battezzato Pino di nome e Silvestre di cognome, si muove. Tal suo movimento, provoca una nuova zaffata di dopobarba muschiato.

    Sto per fare una smorfia di disgusto, seppur velata.

    Ma tale smorfia viene sostituita da una risatina. Più un ghigno, direi.

    Il motivo è presto detto: qualche istante dopo la diffusione dell’aroma boschivo, la “becchina” attua un respiro profondissimo e sembra quasi sorridere pacatamente. Il suo volto si rilassa, si abbandona. Come quando si rientra a casa dopo un viaggio e ci si rifonde con l’habitat solito e familiare.

    Per cui, immagino i pensieri becchini della signora, all’avvertimento di tal odore..”Ahhhh…odore di cipressi…odore di casa mia….”

    Ridacchio sommessamente, simulo una tossetta con l’intento di coprire il suono stridulo del ghigno..

    Ja basta, devo farla finita…se continuo così, davvero rischio di ridere loro in faccia…A preoccuparmi maggiormente è la signora Becchina, per il semplice motivo che non riesco a carpire in che direzione guarda..

    …Riprendo a fantasticare…

    Riprendo ad immaginare che, improvvisamente, si libera della scura e pesante montatura ferrea degli occhiali, mostrando con un ghigno malvagio il bianco dei suoi occhi privi di iride e pupilla. Semplicemente, interamente e maledettamente bianchi.

    E che magari mi tende la mano, presentandosi..”Ciao, cara..io sono la signora Becch..ehm…Bettina..Un giorno mi spiegherai cosa hai da guardarmi e da ridere..”

    Ho i brividi..

    E se davvero avesse notato che la guardavo insistentemente per alimentare le mie fantasie?

    Io che ne so? Lei si ripara dietro gli occhiali scuri, io no…

    Ma daaaaaaaiiiiiii…non diciamo scemenze…

    Toh, la signora (non la chiamo manco più Becchina, potrebbe leggermi il pensiero..) s’è davvero levata gli occhiali da sole…(era ora, visto che grandina..)

    Tsè, ma che orbite bianche, prive di iride e pupilla…Ha normalissimi occhi scuri, tristi ma pur sempre scuri e, soprattutto…NORMALI!

    Ed io che stavo lì a fantasticare…Tsè…Ecco, è tornata pure a guardare il paesaggio che corre via…così non ho manco l’imbarazzo causato dai suoi occhi che mi squadrano..(parlo io, eh..)

    Meglio che lascio scorrere le mie pupille, come le sue, tra le case e gli alberi che appaiono celermente come scompaiono, fuori dal vetro della mini-finestra…

    Sono inguaribile, sapete? Anche dal vetro, cerco di intravedere il riflesso della signora…studiarne i lineamenti da una nuova ed inesplorata angolazione..

    …Assurdo…

    Senza occhiali da sole, ho potuto appurare una tremenda verità: non era il paesaggio fuori stante, che osservavano i suoi scuri occhi…No…guardava me…dal riflesso del vetro.. Mi ha preceduto nell’idea…

    Alla fine s’è dimostrato il contrario…era lei ad osservare e, perché no, a fantasticare su di me.. Su una ragazza con una felpa blu col cappuccio e un semplice paio di jeans con qualche strappo sparso.. con le scarpe da ginnastica ed uno zaino a cui sono appesi due portachiavi tipicamente inglesi.

    Avrà pensato ch’io sia una trapiantata in Italia, in quanto ho i colori della perfetta inglese, ho i portachiavi che sono un vero e proprio inno alla Gran Bretagna. La musica che s’ascoltava dalle cuffie del mio walkman era produzione Queen..Più inglesi di loro, ci son solo i Beatles..e difatti non mancavano nel mio cd…

    Basta, va’…

    Osserviamo altro… Qualcos’altro.. Qualcun’altro…

    Non ci è voluto molto a trovare il terzo ed ultimo protagonista dei miei trip mentali..

    Ma vi dimostro che i miei trip mentali non nascono di sana pianta.. Ora io descrivo e voi “trippate” con me. .vediamo se poi sono io la pazza…oh!

    Un giovane. Un bel giovane.

    Capelli lunghi fino spalle, quasi corvini. Occhi glaciali ma cerchiati da antiestetiche occhiaie. Labbra rosse e molto sottili, serrate. Carnagione pallidissima. Vestito di tutto punto, con un cappottino di pelle nera, lungo fino ai piedi. Al collo nessuna cravatta, bensì un foulard grigio e nero, a fantasia. Fantasia di pigiami d’una volta. A fantasia d’altri tempi.. Tempi quasi millenari, oserei dire…ghghgh…

    A bloccarne la pomposità, una grande spilla, alla base del collo.

    Scusate, ma a me sembra un famoso Conte..

    E quelle occhiaie marcatissime, sarebbero anche esserne la conferma…No? Eheheh..

    Magari, appena sceso dal treno, si muterà  in pipistrello o in nebbia..Voi che ne sapete? U.u

    Stazione di Napoli centrale.

    Arrivo fisico e arrivo del trip mentale.

    Scrollo il capo sorridendo appena, come per autocompatirmi.

    Che fervida fantasia, la mia.

    Immagino di scendere dal treno e trovarvici scritto lungo tutto il vagone “Gotixy 666”, una nera distorsione del treno volante caro ai bambini anni ’80, chiamato “Galaxy 999”.

    Sarà stato il clima piovoso, pumbleo oserei dire.

    Sarà stato il silenzio tombale (e mò ce vò…) che regna nel vagone, scuramente dettato dal sonno dell’ora corrente.

    Sarà stato l’aneddoto di sguardi tra me e la Becchina (tanto ora sto scrivendo, lei non può avvertire i miei pensieri…).

    Ma una cosa è certa: ho vissuto il viaggio più surreale, onirico e nel contempo gotico della mia vita.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Questo scritto è stato composto meno di due anni fa, ma l'ho voluto postare ugualmente perchè ogni volta che lo leggo, mi piace tanto. E volevo condividere con voi il mio alto grado di follia.

     

    October 29

    Un' inglesina a Napoli

     
    Era una vita che non lo facevo.
    Vagare per Napoli con la sola compagnia d'uno zaino.
     
    Dovevate vedermi!
     
    Jeans, T-shirt e felpa. Scarpe da ginnastica e un walk man. Apparivo così.
    Mani in tasca ed aria disinvolta, incantata dinanzi ogni negozio d'arte.
     
    Ho fatto quel che dovevo fare, tornando tra metro e treni.
     
    Quanto caxxo mi piace girare e viaggiare, pure per brevi tratte. Ma preferibilmente coi mezzi, tanto per trovare quell'imprevisto che dà colore alla giornata.
     
    Forse riuscirò, finalmente, a terminare quelle tele incompiute.
    Forse riuscirò a studiare quelle materie che tanto detesto.
    Forse riuscirò a vedere Il Signore degli Anelli senza addormentarmi.
    Forse finirò di leggere tutti quei libri cominciati e mai finiti.
    Forse modificherò 'sto blog.
     
    Ma mai, credo, troverò il coraggio di cambiarne lo sfondo.
    Per mettere cosa, poi?
    Londra? Per quanto la amo, non ha fatto nulla per me.
    Vampiri e simili? Per quanto mi piacciono, non mi rappresentano appieno.
    Beatles? Tanto vale tenere i Queen.
    Fari? Qualcosa di irraggiungibile, che fa male solo a vederne l'immagine.
    Fotografie? Passano e, come i fiori, appassiscono.
    Arte/Magritte? Come Londra.
     
    E allora?
     
     
     
     
     
    Allora lascio i Queen!
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    PS: avevate qualche dubbio? ^_^
     
    October 24

    ...E il mio XXVI anno di vita comincia.

    ...
    Sinceramente sperando che sia meglio del precedente.
    Suvvia, non ho molto da lamentarmi ma una cosa da riconoscere ce l'ho:
    ho logorato la mia testa in maniera davvero disumana.
     
    Sforzi mentali a cui non ero abituata, responsabilità sul lavoro ma, soprattutto, i soliti giramenti di cervella, tra congetture, problemi inesistenti, affetti platonici, paura di ferire...
     
    Questa sono io.
     
    E non cambierò mai, pur sapendo che ciò, alla fine, nuoce solo a me.
     
     
    Il mio XXVI anno di vita comincia bene. Benissimo: crogiolandomi nel letto, seppur fosse un'ora abbastanza mattutina, guardavo dal mio giaciglio quella fettuccia di mondo esterno che lo spazio tra la tenda e la finestra mi dava da godere.
     
    Cielo plumbeo. Nuvoloni gonfi di pioggia.
     
    Si prospettava una magnifica giornata glaciale.
     
    E così è stata.
     
    Pranzo con i cari, pomeriggio con Fab e Ale (venuto per me da Roma) e sera tra le coperte a sorseggiare una camomilla con miele *Q*
    Freddo gelido e finalmente ho potuto indossare nuovamente il mio bel cappottino lungo stile inglesina.
     
    Auguri pochi buoni.
    Chi mi ha fatto gli auguri lo sa e vorrei dire una cosa priva di ripicca. Lo dico perchè potrebbe sembrare il contrario.
    Mi son resa conto che così come son andati, gli auguri, van benissimo.
    Vale a dire, non ho sentito mancanza di altri auguri.
     
    Grazie a tutti.
    Grazie a Fabio (in primis), Anna (è stata la prima a farmeli!), Paolo ("consorte" di Anna), Ale (mio migliore amico, quest'anno ti sei fatto fregare sul tempo da Anna!), Ale/Seiten (dolce! Venuto da Roma per il mio compleanno!), Samu (mio grill man), Andrea (somatizza i miei scleri,please), Berny (perdonami se non ho mai tempo per te..), Rossy (colleguzza fashion)...
    ...i parenti è inutile che li elenco. <.<
     
    Qualcuno voleva darmeli telefonicamente, gli auguri, ma per qualche motivo, non ho risposto. Spero capirai, Tunì.
     
     
     
     
     
     
     
    Voi, percorrete con me anche questo neo XXVI anno della mia vita.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    PS: Il mio compleanno è stato il 21,eh...!
     
    October 01

    Queen of rain

     
    ARTISTA: Roxette
    ALBUM: Tourism
    TRACK: Queen of rain
     
     
     
    In that big big house there are fifty doors
    and one of them leads to your heart.
    In the time of spring I passed your gate
    and tried to make a start.
    All I knew was the scent of sea and dew
    but I've been in love before, how about you?

    There's a time for the good in life,
    a time to kill the pain in life,
    dream about the sun you queen of rain.

    In that big old house there are fifty beds
    and one of them leads to your soul.
    It's a bed of fear, a bed of threats,
    regrets and sheets so cold.
    All I knew your eyes so velvet blue,
    I've been in love before, how about you?

    There's a time for the good in life,
    a time to kill the pain in life,
    dream about the sun you queen of rain.

    It's time to place your bets in life,
    I've played the loser's game of life,
    dream about the sun you queen of rain.

    Time went by as I wrote your name in the sky,
    fly fly away, bye bye.

    It's time to place your bets in life,
    I've played the loser's game of life,
    dream about the sun you queen of rain.
    Dream about the sun you queen of rain.

    -.-.-.-.-.-.-.-.--.-.-.--.--.---.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.--.
     
    Artista: Roxette
    Titolo Originale: Queen Of Rain
    Titolo Tradotto: Regina Della Pioggia

    in quella grande grande casa ci sono 50 porte
    e una di loro conduce al tuo cuore
    in primavera ho passato i tuoi cancelli
    e ho provato a fare una partenza
    tutto ciò che sapevo era il profumo del mare e della rugiada
    ma sono mai stata innamorata prima, che dici?

    c'è un tempo per il bene nella vita
    un tempo di uccidere il dolore nella vita
    sogna il sole, tu regina della pioggia

    il quella grande e vecchia casa ci sono 50 letti
    e uno di loro conduce alla tua anima
    c'è un letto di paura, un letto di minacce
    dispiaceri e lenzuola così fredde
    tutto ciò che sapevo: i tuoi occhi di velluto così blu
    ma sono mai stata innamorata prima, che dici?

    c'è un tempo per il bene nella vita
    un tempo di uccidere il dolore nella vita
    sogna il sole, tu regina della pioggia

    è tempo di piazzare le tue puntate nella vita
    ho giocato il gioco dei perdenti della vita
    sogna il sole, tu regina della pioggia

    il tempo passava poichè io scirssi il tuo nome nel cielo
    vola, vola via, arrivederci

    è tempo di piazzare le tue puntate nella vita
    ho giocato il gioco dei perdenti della vita
    sogna il sole, tu regina della pioggia
    sogna il sole, tu regina della pioggia
     
     
    Cari PamPini miei, eccovi qui postata una canzone splendida, risalente al 1992.
    L'ho riascoltata oggi dopo tanto tempo e...è troppo splendida per non farla conoscere.
    E così ho deciso di dedicarla e donarla a chi considero meritevole.
    Ma non per altro, solo perchè detesto sprecare la buona musica per incompetenti.
    Pochi eletti.
    Sarai uno di questi?
     
     

    La nostra estate insieme

    AUTORE: Pino Daniele
    TRACK: La nostra estate insieme
    ALBUM: Passi d'autore.
     
     
     
     
    La nostra estate insieme
    Sedersi un po’ vicino al mare
    E dopo un anno di lavoro
    Io mi ritrovo qui da solo
    In questa inutile alchimia
    La nostra estate insieme
    Il caldo forte ed il sole in faccia
    Ho scritto sulla sabbia
    Non riesco a stare senza te
    In questa inutile alchimia
    La nostra vita insieme
    Piena di gioia e di problemi
    Fra i miei gerani ed i tuoi lillà
    Perché la vita è tutta qua
    Il resto è solo un’alchimia
    La nostra estate insieme
    Con tutto il sale sulla pelle
    Notte di san Lorenzo
    Ti sposo e poi ci penso
    Notte dei desideri
    September 19

    E allora mi domando...

     Mio blog...
    Mia cara finestra sul mondo.
    Sempre aperta quando voglio gridare qualcosa ma non mi va di parlare con nessuno.
     
    Torna, più bastardo di sempre, quel periodaccio di malinconia che, i più stretti di voi, sanno bene quando mi capita.
     
    Non ho nulla, in particolare, che non va.
    Sarò riduttiva?In realtà MOLTO non va?
     
    Mah, signori miei. Mah.
     
    Mi urta il fatto di non poter insierire nuove foto sul blog, visto che si è rincretinito tutto e mi chiede di scaricare un programma. Lo farei volentieri se...partisse il download!
     
    Suvvia, non crederete davvero che sia giù per questa caxxatella...
    Anche.
     
    Ho letto da poco il programma della Notte Bianca a Caserta, che si terrà sabato 29 sept.
    Caruccio.
    Ma, sotto sotto, me ne frega nulla.
     
    E allora mi domando: è la mia testa ad essere invecchiata o è semplicemente l'ambiente che mi circonda, a non andare? Voglio dire...se abitassi altrove, sarei così apatica e senza voglia di far qualcosa? Conoscendomi, ne dubito.
     
    Quante cose da rimpiangere, ho.
    Una carriera scout che avrei voluto continuare in eterno.
    Tanti viaggi l'anno, quanti me ne poteva concedere il lavoro.
    Volontariato, ma quello bello sodo e tangibile. Aiuto materiale, per lo più. Non parole, ma sostegno reale.
     
    E la mia vita è piena zeppa di tanti buoni propositi.
    Ma poi mi accorgo che non son capace di gestirmi le piccole cose, i piccoli rapporti.
     
     E allora mi domando: sono io che realmente non so mandare al diavolo chi di dovere o, semplicemente, non mi va di farlo perchè penso che la vita è già guerrigliera così, non serve pure slacciare per scemenze o piccole dimenticanze altrui?
     
    La mia vita è un susseguirsi di domande a cui, credo, mai troverò risposta.
    O forse la trovero. Quando? Beh, quando non saprò più che farmene.
     
    Ma da che ero piccola, mi titillo la testa con quesiti vari, come se cercassi delle dritte per limitare la sofferenza o la delusione sempre in agguato.
    E Dio solo sa quante delusioni ho avuto nella mia vita. Uh, quante!
    Certo, probabilmente ne darò anche. Ma certamente meno.
     
    A volte sapete che mi auguro? Di trovare qualcuno come me. Identico a me. E tenerlo stretto e non lasciarlo più andar via.
     
    Sia un uomo, sia una donna, sia un alieno.
     
    Ma come me.
     
    Saprei come muovermi, come farlo felice, come non farlo mai piangere e come non deluderlo. Mai.
     
    Invece resto qui, con quei miei 7394465840 contatti MSN, dei quali solo 5 mi cagano e dei quali solo 3 cago.
    Bah.
    Esseruccia strana, che sono.
     
    E allora mi domando: faccio bene quando penso di stringere il cerchio, eliminando conoscenti e tenendo solo quelli che stimo? O è meglio buttare ami a destra e a manca, tanto non costa nulla ma spesso ci si trova amici di chi meno te l'aspetti?
     
    Ho notato che da qualche blog, non ricevo alcuna risposta. Eppure la mia quotidiana decina di accessi, li trovo ogni sera.
    Non me ne cruccio, credo di sapere già il perchè di questo strano silenzio.
     
    Chi tiene a me e sa come sono, è sempre il benvenuto.
    Chi mi vede solo come una conoscente, beh, è pregato di uscire dalla mia vita.
     
    Quella è la porta..
     
     
    NO! NON QUELLA!
    QUELLO è IL BAGNO! >.<
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    - InsinuAnto -
    che finalmente è riuscita a riconquistarsi il nick a Dream!
     
    September 18

    ...Niente di più.

    Quello che volevo, come sempre non c'è...
    Solo un po' d'amore che diventa polvere
    che almeno fosse stata magica, la buttavo su di te...
    e invece in mano ho una lettera, due rose
    e una canzone ancora da scrivere...
    E non mi riesce facile parlare di questo
    soprattutto adesso, soprattutto adesso che non c'è... che non c'è...
    sarebbe molto più bello, per non dire stupendo
    tornare a dirti, quanto ancora ce n'è di bene per te... di bene per te...
    ma in fondo fa lo stesso, in fondo quello che voglio
    è che tu sia contenta, vederti sorridere...
    e niente di più...

    E invece tu dici che non hai più voglia di me,
    e invece tu dici che non hai più tempo per me...
    più tempo per me...

    Ho ridotto la canzone, visto che proseguiva in ripetizione... L'ho ascoltata stamattina per radio, andando a lavoro.
    E mi ha smosso qualcosa. Che forse s'era solo assopito.
    Boh, non so che dirvi, ma so che ...Ho voglia di postarla qui.
     
     
    September 17

    ...Yesterday.

    Yesterday
    all my trouble seemed so far away
    Now it looks as though they’re here to stay
    Oh I believe in yesterday

    Suddenly
    I’m not half the man I used to be
    there’s a shadow hanging over me
    Oh yesterday came suddenly

    Why she had to go I don’t know
    she wouldn’t say
    I sad something wrong
    Now I long for yesterday

    Yesterday
    Love was such an easy game to play
    Now I need a place to hide away
    Oh I believe in yesterday

    Why she had to go.......

    Yesterday
    Love was such an easy game to play
    Now I need a place to hide away
    Oh, I believe in yesterday

    -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

     

    Ieri,
    tutti i miei problemi sembravano così lontani,
    adesso sembra quasi che stiano di casa qui.
    Oh,io credo in ieri.
    Improvvisamente io non sono affatto l`uomo che ero.
    C`è un`ombra sopra di me oh, ieri è venuto improvvisamente.
    Perchè ha dovuto andarsene?
    Non lo so, non l`ha voluto dire.
    Ho detto qualcosa di sbagliato ora vorrei tanto fosse ieri.
    Ieri, l`amore era un gioco così facile da giocare
    ora ho bisogno di un posto dove nascondermi,
    oh, io credo in ieri. Perchè ha dovuto andarsene?
    Non lo so, non l`ha voluto dire.
    Ho detto qualcosa di sbagliato ora vorrei tanto fosse ieri.
    Ieri, l`amore era un gioco così facile da giocare,
    ora ho bisogno di un posto dove nascondermi,
    oh, io credo in ieri.

     

     

     

    Questa è una delle mie canzoni preferite, nonchè una delle poche che riesce a farmi piangere ogni qual volta la senti.

    Sarà la mancanza dei Beatles, sarà che mi ricorda sempre Troisi in "Non ci resta che piangere", sarà che è splendida di suo....